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David Kato, attivista gay ugandese barbaramente trucideato in una stanza di hotel nel Gennaio 2011

David Kato, attivista gay ugandese barbaramente trucideato in una stanza di hotel nel Gennaio 2011


La legge omofobica é stata rinviata al prossimo febbraio, nonstante che le Chiese Anglicana, Cattolica e Ortodossa nel giugno scorso avessero chiesto al Presidente Museveni di accellerare la sua aprovazione per prevenire gli attacchi alla Bibbia e all’istituzione del matrimonio.

La votazione sulla proposta di legge omofobica meglio conosciuta come “Bahati Bill “ o “Kill the gay Bill” é stata prudentemente rinviata dal parlamento Ugandese al Febbraio 2013. La decisione, con grande disappunto dei promotori tra cui l’ideatore della legge David Bahati e la portaparole del Parlamento Rebecca Kadaga, sembra dettata da necessità di immagine internazionale del paese.

Dopo le proteste internazionali provenienti non solo da associazioni in difesa dei diritti umani ma anche dai principali finanziatori come l’Amministrazione Obama, il Governo Ugandese non ha ritenuto opportuno proseguire con la votazione, rischiando che la proposta passasse proprio durante le feste natalizie.

”Continueremo a lottare fin quando saremo liberi da questa legge. Non possiamo essere oppressi in eterno”, dichiara Frank Mugisha, Direttore esecutivo delle Minoranze Sessuali in Uganda.

“Questa é una vittoria per gli Ugandesi che hanno rischiato tutto per una domanda di giustizia e la libertà di amare chi desiderano.
Ma non é ancora finita. Il Parlamento riaprirà la votazione in Febbraio. Vi é ancora bisogno di tutto il supporto nazionale ed internazionale possibile”, fa eco Andre Banks, Direttore Esecutivo e Cofondatore di All Out, il più grande movimento mondiale per i diritti omosessuali

Apparentemente nella proposta di legge originale sarebbe stata eliminata la pena di morte per i gay recidivi, sostituita con l’ergastolo. Occorre comunque utilizzare il condizionale visto che la proposta di legge che verrà discussa é stata tenuta secreta all’opinione pubblica, che sospetta la reintroduzione della pena di morte. Secondo alcuni esperti legali nella proposta di legge attuale la pena di morte sarebbe prevista nel caso dei “serial offenders” e nei casi di omosessuali sieropositivi che infettano altre persone e per gli atti di pedofilia.

Il Presidente Yoweri Museveni é combattuto da una atroce scelta tra due opposte forze centrifughe. La Comunità Internazionale e le forse religiose cristiane.

Gli Stati Uniti, principale alleato dell’Uganda, hanno inserito la clausola di sospensione immediata degli aiuti bilaterali in caso di comprovate discriminazione rivolte agli omosessuali.

La Germania ha già sospeso il suo supporto finanziario al paese dichiarando che verrà ripreso solo a seguito della votazione della legge omofobica.

“Se la legge contro I diritti umani passerà al Parlamento Ugandese, la Germania non rinnoverà gli impegni presi”, dichiara il Ministro della Cooperazione Economica e delle Sviluppo Dirk Niebel.

L’Uganda pur divenendo una potenza militare ed economica regionale, dipende ancora per il 25% dagli aiuti internazionali.
Nei recenti mesi diversi paesi europei: Gran Bretagna, Norvegia, Danimarca e Irlanda, hanno sospeso gli aiuti economici a causa dei numerosi scandali sull’utilizzo improprio dei fondi ricevuti.

L’approvazione della legge anti gay peggiorerebbe sia l’immagine che le risorse finanziare dell’Uganda.

Dall’altra parte Il Presidente Museveni deve affrontare le pressioni della Chiese Cristiane tra cui la più attiva é quella Anglicana.

L’ultima dichiarazione pubblica riportata dai mass media ugandesi risale al giugno scorso. Il leader religiosi riunitisi nell’annuale conferenza del Consiglio Congiunto dei Cristiani in Uganda, hanno ufficialmente richiesto al Presidente di accelerare l’approvazione della legge per prevenire che gli attacchi omosessuali “alla Bibbia e all’istituzione del matrimonio”.

I leader religiosi hanno fatto appello a tutte le chiese del paese affinché ci si opponga al fenomeno dell’omosessualità, lesbismo e unioni tra lo stesso sesso (matrimoni e coppie di fatto).

La risoluzione é stata firmata dal Arcivescovo Anglicano Henry Luke Orombi, dal leader della chiesta ortodossa Metropolitan Jonah Lwanga, e dall’arcivescovo Cattolico di Kampala, monsignor Cyprian Kizito. Lwanga, secondo quanto riportato dal quotidiano Daily Monitor in un articolo del 10 giugno 2012.

Nel Dicembre 2009 il monsignor Lwanga aveva condannato il disegno di legge perché prendeva di mira “il peccatore e non il peccato” e non rispecchiava un “approccio cristiano” alla questione dell’omosessualità.

Sempre nel Dicembre 2009 il Monsignor Celestino Migliore, osservatore permanete della Santa Sede all’ONU respinse ogni forma di “violenza e ingiusta discriminazione” nei confronti degli omosessuali.

Secondo le associazioni in difesa dei diritti umani l’adesione della Chiesa Cattolica alla dichiarazione del Consiglio Congiunto dei Cristiani in Uganda del giugno scorso sarebbe in contraddizione con le precedenti prese di posizione contro la legge omofobica.

Le associazioni sarebbero intenzionate ad appellarsi alla Corte Costituzionale in caso che la legge omofobica passasse nel febbraio 2013.

Fulvio Beltrami
Kampala Uganda.

Un pensiero su “Rinviata a Febbraio 2013 la discussione della legge omofobica in Uganda.

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