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Siamo solo alla fase di progettazione della futuristica citta’ Sudafricana  e sorgono alla luce vari problemi ed una fitta rete di convivenze, corruzione ed conflitti di interessi  che rendono estremamente opaca Zumaville.

Zumaville é un progetto per una città futuristica a misura d’uomo, immersa nel verde, con un network di piste ciclabili e pedonali, tangenziali, shopping center, uffici amministrativi e privati, ospedali, scuole, asilo nido, comando di polizia, tribunali ed abitazioni costruite con le moderne tecnologie ecologiche e di risparmio energetico. La città é rivolta alla media borghesia ormai frustrata di vivere nelle grandi metropoli Sudafricane tra inquinamento, traffico e criminalità.

Il progetto é stato fortemente voluto e sponsorizzato dal Presidente Jacob Zuma. La città che prenderà il nome di Zumaville in onore del Presidente, sorgerà nella provincia natale di Zuma: il KwaZulu-Natal e disterà appena 3 chilometri dalla sua residenza di campagna.

La città futuristica é stata inserita nel programma di rinascita economica del KwaZulu-Natal e sarà divisa dalle autorità municipali di Nkandla e Umlalazi.

Nell’agosto scorso é terminata la gara pubblica per aggiudicare i lavori di progettazione. La ditta vincitrice della gara pubblica (lo studio di architetti Amber Dawn) avrebbe dieci mesi per completare il piano urbanistico. L’inizio dei lavori é previsto nel 2014.

Siamo solo alla fase di progettazione e sorgono alla luce vari problemi ed una fitta rete di convivenze e complicità che rendono estremamente opaca Zumaville.

Iniziamo con la proprietà dei terreni su cui deve sorgere la futuristica città. Essendo una proprietà tribale e quindi comune la giurisdizione tribale spetta ai capi villaggio Inkosi Bhekumuzi e  Inkosi Vela Shange, rispettivamente  nipote e  parente di Jacob Zuma.

Entrambi sono membri della Fondazione Masimambisane Rural Development Initative (un’associazione del network semi famiosmafioso creato da Jacob Zuma meglio conosciuto come Zuma. Org[1]) a cui é stato affidato il compito di “foundraising” del progetto.

Entrami i capi villaggio sono incaricati di ricollocare le famiglie che abitano sul terreno dove dovrà sorgere la città e ricompensarle. La popolazione dell’area vive nell’estrema povertà. Solo il 5% delle famiglie ha un entrata fissa generata da impieghi o piccole attività commerciali. La maggioranza sopravvive delle rimesse dei familiari che lavorano nelle grandi città, nelle miniere o all’estero.

Il quotidiano Mail&Guardian nutre il sospetto che le famiglie ricollocate riceveranno un misera compensazione che accetteranno per mancanza di alternative.

La Fondazione Masimambisane Rural Development Initative, che dovrebbe facilitare il progetto reperendo i finanziatori necessari, ha dichiarato inaspettatamente la bancarotta. “Non abbiamo più fondi – dichiara il 14 agosto scorso alla stampa Sudafricana il Direttore della Fondazione Deebo Mboze – Si avvicina la fine del mese e non riusciamo a pagare gli stipendi del personale. Io stesso il mese precedente ho prelevato del denaro dal mio conto bancario personale per onorare gli stipendi. Al momento non abbiamo finanziatori”.

Le dichiarazioni di Mboze contrastano con quelle della finanziaria Old Mutual che recentemente ha affermato di aver  contribuito alle attività della fondazione con 600.000 Rand all’anno (57.361 Euro).

Il Mail&Guardian rivela che nel luglio scorso  il dipartimento dell’Agricoltura avrebbe donato alla fondazione 800 milioni di Rand (76,48 milioni di Euro). Mboze nega categoricamente di aver ricevuto la donazione. Anche il portavoce del Ministero dell’Agricoltura Palesa Mokomelle nega che il Ministero abbia trasferito questa astronomica somma alla Masimambisane.

Eppure due ufficiali pubblici del dipartimento affermano che il Ministro dell’Agricoltura in persona: Tina Koemat Pettersson ha annunciato la notizia di tale donazione il 18 luglio 2012. La somma sarebbe stata prelevata dal programma Zero Hunger (Zero Fame)[2]

Per assicurare il trampolino  di lancio  il Consiglio delle Ricerche Agricole (sotto consiglio del Presidente Jacob Zuma) nel 2011 aveva aggiudicato alla fondazione un contratto di 33,3 milioni di Rand (3,18 milioni di Euro) rientrante in una gara d’appalto pubblica composta da 9 lotti per l’acquisto e la distribuzione di trattori a livello nazionale per un valore totale di 360 milioni di Rand.

Rimane comunque inspiegabile la decisione di affidare il compito di “foundraising” ad una fondazione ritenuta incapace finanziariamente e tecnicamente di attuare un qualsiasi progetto di sviluppo.

Il Direttore Generale del dipartimento dei comuni interessati (Nkandla e Umlalazzi): Mandisa Fatyela Lindie ha denunciato che non ha ricevuto fino ad ora nessuna richiesta di finanziamenti, né é stato coinvolto nella gara d’appalto per il piano urbanistico e nel ricollocamento – compensazione delle famiglie che abitano nella zona destinata alla città.

Mandisa trova questi ritardi e dimenticanze assai anomale visto che il dipartimento é supposto a provvedere i fondi necessari per costruire gli edifici amministrativi che verranno ospitati nella Zumaville.

Varie aziende  indicate dal Ministero dell’Agricoltura come Co-finanziatori del progetto (tra cui Wallmaart-Massmart e la South African Breweries) negano di essere coinvolte.

La multinazionale della grande distribuzione Wallmaart-Massmart tramite il suo portavoce Brian Loeroni chiarisce che all’azienda é stata presentata dal Ministero dell’Agricoltura  solo una bozza di contratto collaborativo per la realizzazione di piccole aziende agricole rientranti nel programma Zero Hunger. Non ha mai ricevuto proposte di collaborare con la Masimambisane né tanto meno nel progetto della Zumaville.

La South African Breweries asserisce di essere stata contattata esclusivamente per un progetto teso a migliorare le capacità di marketing di piccoli agricoltori che risiederebbero nell’hinterland della futura città.

L’inchiesta condotta dal Mail&Guardian per scoprire l’identità dei finanziatori di Zumaville non ha dato gli esiti sperati. Sembrerebbe che l’unico finanziatore fino ad ora esistente (o conosciuto) sia il Dipartimento per lo Sviluppo Rurale che ha stanziato 5 milioni di Rand (478 mila Euro) per il piano urbanistico e la gestione del progetto.

Per completare il quadro é entrato in scena anche il Re Zulu Goodwill Zwelithini che mantiene il controllo sopra le terre tribali compresa quella destinata a Zumaville.  Il Re Goodwill, nonostante sia un amico intimo di Jacob Zuma e finanziatore dell’associazione Jacob Zuma Foundation (legata al network di cui fa parte anche la Masimambisane Rural Development Initative), ha espresso seri dubbi che i capi tribali (a parte i due della famiglia Zuma) della zona ricevano un pagamento per ottenere il permesso di costruire la città.

Non si riesce nemmeno a comprendere la natura del pagamento: se si tratta di un acquisto o di un affitto perpetuo. Il Mail&Guardian, considerando che nella tradizione della tribù Zulu la terrà appartiene alla comunità , é propenso alla seconda ipotesi: affitto perpetuo e si domanda quale sarà la somma concordata e a chi verrà versata ogni anno.

Questa intrigata storia ha attratto l’attenzione della magistratura che ha aperto due inchieste.

La prima indaga il Ministro dell’Agricoltura e i fondi destinati alla fondazione  Masimambisane che sembrano spariti nel nulla. Una pista esiste già. Il Ministro sarebbe coinvolto in un investimento di hotel di lusso, alcuni dei quali dovrebbero sorgere proprio a Zumaville. Il Procuratore Generale ha informato i mass media nazionali di non trarre conclusioni affrettate poiché le indagini devono appurare se i fondi sono stati realmente stanziati per la fondazione, chi li ha ricevuti e se esistono prove inconfutabili nel coinvolgimento personale del Ministro negli investimenti alberghieri.

La seconda inchiesta é stata sollecitata dall’associazione AfriForum e riguarderebbe la decisione di costruire Zumaville nella provincia natale del Presidente Jacob Zuma e sui terreni di giurisdizione di capi tradizionali appartenenti alla famiglia Zuma.

Il piano urbanistico della città del futuro non é stato ancora abbozzato che già Zumaville affoga in misteri, sospetti, conflitti di interesse, intrighi e dispute.

Le due indagini della magistratura potrebbero trovare qualche pista che porta direttamente al Presidente del Sud Africa, ma questa sarebbe l’ultima delle preoccupazioni per Jacob Zuma sotto pressione della rivolta dei minatori e sotto attacco dei suoi detrattori che vogliono impedirgli la rielezione alla guida del African National Congress e della Nazione durante il Congresso Nazionale dell’ANC il prossimo dicembre.

Fulvio Beltrami

Kampala Uganda


[1] Sull’argomento é in preparazione un dossier “La Zuma Org” che sarà pubblicato prossimamente su L’Indro (www.lindro.it)

[2]  Zero Hunger é un programma governativo che replica l’omonimo programma applicato in Brasile per sviluppare piccole aziende agricole che producono per se stesse e la loro comunità assicurando così l’autosufficienza alimentare.

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7 thoughts on “Zumaville il nuovo scandalo del Presidente Jacob Zuma.

  1. Pingback: Zumaville il nuovo scandalo del Presidente Jacob Zuma. | fulviobeltramiafrica

    • Egregia Signora Eugenia, Concordo in pieno con la Sua osservazione. L’unica differenza consiste nel clima sociale dei due Paese. Mentre in Italia sembra prevalere la rassegnazione e la ricerca di soluzioni individuali, in Sud Africa si assiste ad una radicalizzazione della popolazione intenzionata ad abbattero l’ultimo muro dell’Apartheid bianca: quello economico.

    • Cara Carmen, mi ha particolarmente interessato il tuo commento. Parli di modello unico. Penso che ti riferisca ai pseudo valori o non valori che la famosa mondializzazione ha fatto passare. Pero’ l’Occidente continua ipocritamente a parlare di corruzione in Africa, quando ormai e’ stata trasformata in Europa e Stati Uniti come l’ennesimo strumento per fare affari. Sarebbe interessante vedere quanti scandali di corruzione pubblicati sui mass media siano stati penalmente perseguiti e condannati.
      Ciao

  2. Pingback: Conferenza Anc: Zuma riconfermato | L'Indro

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