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Il Governo Kenyota da alcuni mesi sta subendo forti pressioni dalla Casa Bianca affinché si doti di adeguati strumenti legislativi per combattere il terrorismo. il Prevention Terrorism Bill 2012 é in questi giorni  discusso al Parlamento per la seconda volta.Il Comitato Parlamentare per l’Applicazione della Costituzione intende presentare vari ammendamenti alla proposta di legge al fine di tutelare le libertà civili dei cittadini.

Durante la sua visita a Nairobi nel luglio scorso, il Segretario di Stato Hillary Clinton ha espresso tutto il suo disappunto sui tempi necessari per varare una adeguata legge anti terrorismo.

Nel agosto 2012 l’ente internazionale per la lotta contro il riciclaggio del denaro e il terrorismo finanziario: Financial Action Task Force (FATF) ha avvertito il Kenya che potrebbe finire sulla lista nera se fallisce di prendere serie misure legali per combattere il fenomeno ormai diffusissimo nel paese. La FATF ha concesso un ultimatum fino alla fine di ottobre.

La minaccia é seria. Se tale provvedimento venisse adottato le transazioni finanziarie inter bancarie con il Kenya verrebbero monitorate, aumentando la sensazione di rischio tra gli investitori internazionali.

Il riciclaggio di denaro ha assunto dimensioni allarmanti che hanno attirato l’attenzione dell’opinione pubblica. Tra i principali attori vi sarebbero varie multinazionali in complicità con prestigiosi istituti bancari.

Anche il crimine organizzato internazionale avrebbe concentrato le sue attività nel paese. Oltre ai normali canali di attività commerciali di facciata, dal 2006 il Kenya é diventato il punto focale per il traffico illegale di oro e  preziosi provenienti dalla Repubblica Democratica del Congo.

Questo traffico é particolarmente lucrativo e necessita di una sofisticata macchina finanziaria per il riciclaggio finanziario. Anche la mafia italiana é particolarmente interessata, come dimostra il recente scandalo dell’oro Tanzaniano che ha coinvolto la Lega Nord con forti sospetti di connection con la mafia Calabrese: Ndrangheta.

Una proposta di legge per combattere le varie forme di terrorismo internazionale, il Prevention Terrorism Bill 2012 é in questi giorni  discusso al Parlamento per la seconda volta.

Le pressioni della società civile sembrerebbero prevalere su quelle americane.

Varie associazioni accusano la proposta di legge di essere anti costituzionale e di contenere articoli che attentano alla libertà e ai diritti costituzionali dei cittadini.

Queste accuse sembrano fondate. L’articolo 2 (comma b) contiene una definizione vaga ed ambigua degli atti terroristici. Vi é il rischio di offrire un’inappropriata libertà di interpretazione alla polizia che potrebbe utilizzare la legge per repressioni politiche o rivolte a minoranze religiose quali quella mussulmana.

L’articolo 3 donerebbe troppo libertà d’azione all’Ispettore Generale e negherebbe all’indiziato il diritto costituzionale di rimanere in silenzio durante gli interrogatori.

L’Ispettore Generale potrebbe arrestare un sospetto sulla sola base di sospettati preparativi di atti terroristici o sui indizi di volontà criminali estrapolati da opinioni espresse dall’individuo.

Questo porterebbe a considerare come potenziale terrorista un individuo che esprime duri pareri contrari contro il Governo, un istituto finanziario o un’azienda, magari dettati da rancore per torti subiti.

Il Comitato Parlamentare per l’Applicazione della Costituzione, capitanato da Abdikadir Mohamed intende presentare vari ammendamenti alla proposta di legge al fine di tutelare le libertà civili dei cittadini.

La nuova Costituzione varata nel 2010 come reazione all’abuso di potere di vari leader politici che portò alle nefaste violenze post-elettorali del 2007-2008  é uno tra i testi costituzionali più avanzati nel Continente e la società civile non intende che offrire la possibilità al Governo di limitare alcuni diritti civili in nome della lotta contro il terrorismo.

La società civile sta subendo attacchi effettuati da alcuni mass media governativi che fanno leva sui numerosi attacchi terroristici subiti nel 2012 ed effettuati dalla milizia islamica Al-Shabaab come reazione all’intervento armato del Kenya in Somalia. L’ultimo atto terroristico é avvenuto il 30 settembre 2012 presso la chiesa di St. Polycarp nel quartiere Eastleigh di Nairobi definito la “piccola Mogadiscio” visto la prevalenza della comunitá somala.

Nonostante che la proposta di legge anti terrorismo non é stata ancora approvata e, forse, alcuni ammendamenti attueranno auspicabili modifiche del testo originale il Governo Kenyota per accontentare le pressioni americane ha investito la polizia di poteri straordinari mai discussi in Parlamento che chiaramente ledono i diritti costituzionali dei cittadini.

Tra questi poteri vi é l’incoraggiamento ai cittadini di compiere atti di delazione ed indagini non autorizzate.

Per prevenire altri attentati terroristici di Al-Shabaab la polizia Kenyota invita i cittadini a trasformarsi in potenziali delatori, incoraggiandoli a fornire informazioni su presunti terroristi anche sulla base di vaghi sospetti o percezioni soggettive.

Sarà compito della polizia valutare se  i timori sul presunto terrorista siano fondati dopo averlo interrogato a seguito del suo arresto.

La polizia inoltre invita i proprietari di alberghi, ristoranti, pub e discoteche di sottoporre a dei gentili  interrogatori  informali tutti gli stranieri che frequentano per la prima volta i locali pubblici.  L’obiettivo sarebbe di ottenere informazioni sulla provenienza dello straniero, sui motivi della sua visita, sulla sua occupazione, relazioni familiari, vita sociale, da riferire alla polizia che vaglierà la rilevanza di tali informazioni al fine di individuare potenziali terroristici.

Dinnanzi alle accuse di violazione dei diritti Costituzionali la polizia, tramite il suo portavoce Eric Kiraithe, afferma che occorrono “provvisorie” misure straordinarie per prevenire l’imminente ondata di attacchi terroristici che Al-Shabaab starebbe pianificando come rivelano i rapporti dell’intelligence Kenyota.

Queste informazioni sarebbero confermate anche dalla presenza nel paese del terrorista inglese Samantha Lewthwaite, ricercata a livello internazionale.

Eric Kiraithe ricorda che fu l’eccesso di fiducia e di garanzia delle libertà civili che impedirono nell’agosto 1998 di impedire l’attacco terroristico attuata da cellule di Al-Qaeda contro l’Ambasciata Americana a Nairobi che provocò 2012 morti e 4.000 feriti.

Fulvio Beltrami

Kampala Uganda.

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