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Dopo la ritirata strategica d Kismayu, le milizie Al-Shabaab starebbero convergendo sulla capitale somala, Mogadiscio per lanciare una serie di attacchi contro il contingente militare AMISOM e il Governo Somalo, secondo quanto riportato da fonti somale alla Televisione Iraniana: PressTV (versione internazionale in lingua inglese).

 

Le fonti somale non forniscono precisazioni su che tipo di attacco intenderebbe fare Al-Shabaab. Nonostante si valuti che la milizia islamica possieda ancora una forza di 4.000 uomini sembra improbabile un classico attacco campale alla capitale a causa della nutrita presenza delle truppe Ugandesi e Burundesi, ben armate ed addestrate.

 

Entrambi gli eserciti Africani hanno una grande esperienza di combattimenti urbani derivata da anni di guerra civile: Uganda 1984 – 1987 contro il Governo Obote e 1988 – 2006 al nord contro il LRA di Joseph Kony. Burundi: 1993 – 2004.

 

É più probabile che l’offensiva avvenga utilizzando metodi non convenzionali: attacchi suicidi di cui le truppe AMISOM non hanno esperienza per contrastarli efficacemente come ha dimostrato l’attacco a sorpresa contro il Presidente Sheikh Mohamud il giorno della sua nomina.

 

Secondo le fonti somale di PressTV i combattenti islamici sarebbero altamente motivati a sacrificarsi.

 

Occorre notare che il gruppo islamico non ha la convenienza politica e militare di impegnarsi in un disperato tentativo di battaglia finale immolando le sue preziose truppe. Quindi si prevede un’ondata di atti terroristici di lunga durata con l’obiettivo di rendere invivibile la capitale e costringere le truppe AMISOM a ritirarsi.

 

Una tattica simile potrebbe essere attuata anche in altre città somale, Kismayu compresa. L’esercito Kenyota é meno preparato a fronteggiare gli atti terroristici rispetto a quelli Ugandese e Burundese, diventando cosi un facile obiettivo.

 

Un altro aspetto che potrebbe giocare sulla decisione di attuare il terrorismo su larga scala nelle città tenute dall’esercito Kenyota risiede nella particolarità dell’opinione pubblica del Paese. A differenza di quella Ugandese e Burundese, l’opinione pubblica Kenyota ha una grande influenza sul Governo.

 

Dinnanzi ad un stillicidio dei suoi militari potrebbe iniziare a pressare il Presidente Kibaki e il Primo Ministro Odinga per il ritiro del contingente dalla Somalia. Eventuale malcontento o manifestazioni in questo senso sarebbero prese seriamente in considerazione, visto che il Paese é in piena campagna elettorale. Le elezioni presidenziali si terranno nel Marzo 2013.

 

Non vi é da escludere un’ondata di attacchi terroristici anche in Kenya come il recente attacco alla chiesa cattolica nel quartiere “Piccola Mogadiscio” di Nairobi ha dimostrato.

 

Si nota un discreto nervosismo tra i residenti di Mogadiscio che temono un prolungato bagno di sangue che trasformi la capitale nella Baghdad Africana.

 

Non si sono ancora registrate reazioni ufficiali del Burundi, Kenya e Uganda alla notizia diffusa da PressTV, network informativo trasmesso ogni giorno dall’emittente Ugandese NBS dalla mezza notte alle sei di mattino.

 

Fulvio Beltrami

 

Kampala Uganda

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