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Sotto l’indifferenza generale dei mass media occidentali Radio Veritas, l’emmittente radiofonica cattolica in Liberia ha chiuso le sue trasmissioni. L’ennesima vittima dell’intolleranza per la libertà di informazione del Premio Nobel per la Pace e Presidente della Liberia Ellen Johnson Sirleaf?

Giovedì 18 Ottobre 2012 l’Arcivescovo della Chiesa Cattolica a Monrovia Lewis Ziegler ha annunciato la fine delle trasmissione di Radio Veritas fondata nel luglio del 1997. La motivazione ufficiale fa riferimento a problemi tecnici e all’impossibilità di acquistare nuove attrezzature per la stazione radio.

“Radio Veritas non ha avuto problemi con il governo e quindi la sua chiusura non é motivata da ragioni politiche. La stazione radio operava con vecchie attrezzature comprate anni addietro negli Stati Uniti, spendendo una considerevole somma di denaro. Purtroppo queste attrezzature si sono rotte e non vi sono fondi per rimpiazzarle. Giovedì scorso sono state interrotte le trasmissioni per i problemi tecnici e finanziari sopra elencati.

Al momento si tratta di trovare delle moderne attrezzature per offrire trasmissioni di qualità. Visto le carenze finanziarie non sono in grado di prevedere quanto tempo occorrerà per riprendere le trasmissioni.”, ha dichiarato l’Arcivescovo ai mass media Liberiani.

Rispettando la figura dell’Arcivescovo Lewis Ziegler noto per i suoi sforzi nella riconciliazione nazionale, nel rafforzamento della pace e in opere umanitarie a favore dei più bisognosi, le sue spiegazioni sulla chiusura di Radio Veritas sembrano legate alla leggendaria prudenza diplomatica del Vaticano.

Non é un mistero a Monrovia che il Presidente Sirleaf da sempre mal tollera il servizio informativo di Radio Veritas, teso ad offrire alla popolazione notizie “non gradite al Governo” relative ai casi di corruzione, alla drammatica situazione femminile, educativa, sanitaria del paese e, soprattutto tesa nella denuncia dell’impunità sistematicamente garantita ai criminali di guerra del nostro recente passato ora rispettabile Senatori, Parlamentari, Ministri ed imprenditori.

A confermare i timori che la chiusura sia legata a motivazioni politiche é il Direttrice di Radio Veritas Ade Wede Kekuleh. Secondo la sua versione riportata sui quotidiani FrontPage, The New Dawn e The Inquiring, il governo non avrebbe concesso il rinnovo della licenza a trasmettere.

Kekuleh non sa dire se quando le trattative in corso tra l’Arcidiocesi e il Governo porteranno alla riapertura della radio ma assicura che le liquidazioni dei dipendenti saranno correttamente pagate.

L’accenno al pagamento del trattamento di fine rapporto non preannuncia nulla di buono per la sorte della radio cattolica, una delle ormai rare radio indipendenti rimaste in Liberia, dopo la crociata contro l’informazione libera perpetuata dal Governo durante il periodo elettorale.

Questa crociata, intrapresa agli inizi del Novembre 2011, più precisamente nel periodo tra il primo e il secondo turno delle contestate elezioni Presidenziali, portò alla chiusura di tre emittenti radio-televisive: Kings Radio TV (appartenente al leader dell’opposizione George Weah), Love FM Radio TV, Shata FM (appartenente a Benoni Urey membro del Partito Nazionale Patriottico di Taylor). ELWA Radio (Eternal Love Winning Africa, emittente di proprietà del Ministero degli Interni del Sudan) fu semplicemente data alle fiamme da sconosciuti.

Ad esclusione di ELWA Radio le altre furono chiuse per motivi politici, accusate dal Governo di trasmettere messaggi di odio che avrebbero compromesso la pace nel Paese. La distruzione della radio Sudanese fu collegata ad una disputa sulla proprietà del terreno su cui sorgeva l’edificio rivendicata da un noto membro del partito del Governo Unity Party ed amico intimo del Presidente.

Nonostante l’ottima immagine che il Presidente Ellen Johnson Sirleaf gode presso la Comunità internazionale, frutto di una intenza operazione di marketing iniziata nel 2005 in cui sono particolarmente attive le migliori compagnie americane specializzate nel settore (tra cui la All American Speakers) e il conferimento del Premio Nobel per la Pace, il Governo Liberiano é uno dei più intolleranti verso la libertà di espressione e di stampa.

Le violazioni del diritto di espressione (garantito dalla nostra Costituzione) sono così numerose da attirare l’attenzione di Amnesty International nel suo riporto sullo stato dei diritti umani nel mondo 2012.
Oltre alla chiusura delle emittenti radiofoniche durante il periodo elettorale il rapporto di Amnesty International sottolinea che giornalisti e redazioni continuano a subire vessazioni, minacce e aggressioni.
Il 22 gennaio 2011 la Corte Suprema ha condannato Rodney Sieh, capo redattore del quotidiano privato FrontPage Africa, a 30 giorni di reclusione per oltraggio alla corte. Aveva pubblicato una lettera che criticava un giudice della Corte suprema. È stato rilasciato due giorni dopo grazie all’intervento del presidente Sirleaf. Nonostante la vicenda giudiziaria il FrontPage continua nella sua opera di denuncia sociale tramite accuratissimi dossier sui maggiori avvenimenti del paese diventando così il punto di riferimento della stampa libera in Liberia.
Ben peggior sorte ha subito il quotidiano The Indipendent, tradotto in giustizia e condannato a pagare 11 milioni di dollari in risarcimento per aver pubblicato delle inchieste sui conflitti di interesse del figlio del Presidente: Robert Sirleaf all’interno della NOCAL l’ente governativo per la gestione delle risorse petrolifere Liberiane.
Nonostante la fondatezza dell’inchiesta sul rampollo Presidenziale il quotidiano é stato condannato per aver intaccato la reputazione nazionale ed internazionale di Robert Sirleaf. La somma esorbitante richiesta per il risarcimento aveva come obiettivo la chiusura del giornale. Obiettivo puntualmente raggiunto.
L’obiettivo strategico del Governo Sirleaf é di avere un’informazione pressoché omogenea e filo governativa al fine di evitare critiche e punti di vista contrapposti che potrebbero danneggiare la sua immagine a livello internazionale.
Praticare il mestiere di giornalista in tutto libertà in Liberia é difficile ed estremamente pericoloso. Molti di noi cercano lavoro nei paesi limitrofi dell’Africa Occidentale.

Ci sono ancora giornali indipendenti che resistono come FrontPage e The Inquiring ma non si sa per quanto. Tutti i giornali e le emittenti radiotelevisive che non accettano di essere la gran cassa della propaganda a favore di Ellen Johnson Sirleaf, prima o poi diventano vittime dell’ira Presidenziale.

Questa situazione, poco nota all’estero, sembra continuare grazie all’indifferenza delle Nazioni Unite, Comunità Europea e Stati Uniti, concentrati nel mantenimento dei loro diritti sulla rapina delle nostre risorse naturali e sul controllo geo strategico della Liberia.

Queste interferenze straniere in complicità con il Governo Sirleaf creano come “sottoprodotti” la negazione della giustizia per i criminali delle due guerre civili, lo strapotere dei vari Warlord nel mondo politico ed economico, la corruzione, la gestione privata del paese da parte della Famiglia Sirleaf, l’estrema povertà della popolazione e seri dubbi sulla stabilità e pace dopo il ritiro del contingente militare UNMIL previsto per il 2014.

Nancy V. Gray
Giornalista indipendente Freetown Liberia.

Note sull’autore.
Nancy V. Gray, trentanni originaria della Contea del Gran Kru, Liberia. Durante la prima guerra civile é stata coinvolta, costretta a combattere in età adolescenziale nei ranghi del battaglione femminile di Charles Taylor. Dopo la diserzione si rifugiò prima in Costa d’Avorio e successivamente in Sierra Leone, a Freetown dove esercita la sua professione di giornalista free lance.
In Italia collabora con la testata giornalistica L’Indro con articoli sulla Liberia, Sierra Leone e Costa d’Avorio. Il suo esordio su L’Indro é nel con un commento sul processo di Charles Taylor e sulle conseguenze in Liberia intitolato: No Justice, No Peace!
Coautrice di una biografia su Charles Taylor “Taylor il demone creato dagli angeli di prossima edizione su L’Indro in forma di e-book, é anche autrice di una particolare analisi della guerra civile: La Dimenzione mistica del conflitto Liberiano allegato al e-book.

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