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Dietro le quinte della diplomazia internazionale

Le risoluzioni della ICGLR rappresentano una sconfitta politica per il Presidente Joseph Kabila, mentre rafforzano la posizione di Rwanda e Uganda.

Fulvio Beltrami Kampala Uganda

Estratto dell’articolo pubblicato su L’Indro il 26 novembre 2012

Sabato 24 novembre 2012 a Kampala si è tenuto un summit straordinario, la Conferenza Internazionale per la Regione dei Grandi Laghi, organismo composto da 11 Stati (Angola, Burundi, Repubblica Centro Africana, Repubblica del Congo – Brazzaville, Repubblica Democratica del Congo – Kinshasa, Kenya, Uganda, Rwanda, Sudan, Tanzania e Zambia) con il mandato di coordinare la cooperazione tra Stati per il rafforzamento della pace, della sicurezza, dello sviluppo economico e della gestione delle risorse naturali della regione.

Il summit ha individuato come priorità l’attuazione di una tregua basata sui seguenti punti:

• Immediata sospensione delle ostilità tra FARDC e forze ribelli su tutto il territorio nazionale.
• Ritiro del ARC-M23 dalla città di Goma. Le forze ribelli si devono attestare a 20 km dal capoluogo di provincia del Nord Kivu.
• Dispiegamento immediato di una forza neutrale africana per controllare la città di Goma in collaborazione con la MONUSCO. Una sola compagnia dell’esercito regolare congolese ha il permesso di stazionare nella città mentre il resto dell’esercito mantenere le attuali posizioni difensive che si trovano sull’asse stradale Goma-Bukavu per impedire ai ribelli la presa del capoluogo di provincia del Sud Kivu.
• Il controllo dell’aeroporto di Goma viene affidato alla gestione congiunta tra la forza neutrale africana, i caschi blu della MONUSCO, una compagnia della FARD e una compagnia del ARC-M23.
• I poliziotti presenti a Goma e disarmati dalla ribellione devono riassumere le loro funzioni di sicurezza riottenendo le armi e collaborando con la MUNUSCO.

A Goma sarà inviato l’unico contingente per ora disponibile per la forza neutrale africana, quello della Tanzania che ha offerto 800 uomini.
La tregua deve essere immediata e il dispiegamento delle forze a Goma deve avvenire entro 48 ore.

Solo tramite il rispetto incondizionato della tregua vi saranno le condizioni per la ICGLR di individuare una ’road map’ per la risoluzione del conflitto.

Il monitoraggio della tregua sarà svolto congiuntamente dai Ministri della Difesa del Congo, Rwanda e Uganda su cui graverà la responsabilità della non ripresa delle ostilità.

Il Ministro Congolese degli Affari Esteri, Raymond Tshibanda si è dichiarato soddisfatto delle risoluzioni della ICGLR assicurando che da parte congolese verranno applicate alla lettera.

Il Leader della ribellione, il Generale Sultani Makenga, presente a Kampala ma non al summit, ha dichiarato che l’accettazione della tregua da parte della ribellione può avvenire solo dopo l’inizio di un dialogo politico con il governo, il ARC-M23, i partiti di opposizione e la società civile.

Sul terreno, notizie non ufficiali informano che la ribellione ha interrotto l’avanzata.

……
Sia Gaaki Kicambo (giornalista per il settimanale The EastAfrican ed esperto di politica internazionale) che la giornalista belga Colette Braeckman (nota esperta delle questioni dei Grandi Laghi e autrice di diversi libri sullo Zaire, Congo, Rwanda), considerano che lacarriera politica di Joseph Kabila sia giunta al suo epilogo.
……
Al suo ritorno a Kinshasa, il Capo di Stato corre il rischio di essere messo in difficoltà davanti alla Camera e al Senato dove già un centinaio di rappresentanti hanno richiesto ufficialmente le sue dimissioni. Le accuse sono molteplici e basate su dati di fatto. Aver gestito male la peggiore crisi del paese dal 2004 dall’Uganda; aver bloccato per due giorni la catena di comando dell’esercito in piena offensiva ribelle dimettendo il Generale Amisi; aver accettato le risoluzioni della ICGLR e i colloqui diretti con la ribellione senza consultare Camera e Senato. Si parla apertamente di alto tradimento. Già il Ministro degli Esteri Congolese è stato costretto a decretare illegali tutte le manifestazioni contro il Governo nel tentativo di contenere la rabbia popolare.
….
Dagli ultimi sviluppi la ribellione, Rwanda e Uganda sembrano uscire rafforzati.
Secondo un alto ufficiale dello Stato Maggiore dell’esercito Ugandese, che è intervenuto sul settimanale ’The East African’ imponendo l’anonimato, il M23 dopo le vittorie militari e il riconoscimento politico non sarà considerato un forza ostile dal contingente militare Africano e dalla MONUSCO che si concentreranno piuttosto nel neutralizzare le milizie FDRLe MAI MAI che sono attualmente utilizzate dal Governo di Kinshasa come uniche forze rimaste disponibili all’est per contrastare la ribellione. “La forza neutrale africana che verrà dislocata in Congo assicurerà alla ribellione una posizione di forza all’interno del dialogo nazionale a tutto svantaggio del Governo, creando le basi per la creazione di una coalizioneanti-Kabila”, spiega l’ufficiale Ugandese.
…..
La visione completa dell’articolo e’ disponibile su L’Indro al link:
http://www.lindro.it/Crisi-del-Congo-possibile-tregua,11752#.ULOdEuQ3t
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