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Il mensile SlateAfrique si interroga sui motivi della passività dei caschi blu della MONUSCO nella crisi all’est del Congo. 17.000 soldati, 1,2 miliardi di euro di finanziamenti annui. Dinnanzi alle recenti critiche internazionali e alle manifestazioni della popolazione congolese la MONUSCO si é difesa dichiarando di aver combattuto al fianco dell’esercito regolare per fermare l’avanzata dei ribelli.

La foto pubblicata su SlateAfrique risalente al 20 novembre scorso, sembrerebbe suggerire il contrario.

La foto di proprietà di REUTERS/James Akena porta una sintetica didascalia: “Blindati della MONUSCO si uniscono ai ribelli del M23, il 20 novembre 2012”.

L’ufficio stampa della MONUSCO ha reagito alla foto spiegando che era una misura per monitorare le attività dei ribelli ed assicurarsi che non fossero compiute violenze sulla popolazione.

Vi sono comunque forti responsabilitá da parte del Governo di Kinshasa che dalla fine della seconda guerra Pan Africana (2004) non é stato in grado di riformare l’esercito nazionale nonostante i milioni di euro ricevuti da Stati Uniti e Unione Europea.

Fulvio Beltrami

Kampla Uganda

Reporter dall’Africa per L’Indro

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