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Les rebelles du M23

Il ritiro delle forze ribelli sta subendo ritardi sulla tabella di marcia e sostanziali modifiche. Oltre alla non prevista presenza di due compagnie all’aeroporto, il ARC-M23 a sorpresa oggi si é ritirato dalla strategica città di Sake, consegnandola ai caschi blu della MONUSCO.

“La decisione di ritirasi dalla città di Sake ha rallentato le operazione di evacuazione delle nostre truppe da Goma. Il ritiro sarà completato al più tardi entro il fine settimana”, ha assicurato il portaparola del movimento ribelle parlando ai microfoni di Radio Okapi.

La metodologia applicata nel ritiro dei reparti ribelli sembra indicare un piano strategico per conciliare la necessità politica di rispettare gli accordi di pace e l’esigenza militare di impedire un’eventuale tentativo dell’esercito regolare di rimpossessarsi della città inviando un nutrito contingente militare al posto di una compagnia come prevedono gli accordi.

Questo punto é estremamente importante per le parti. La ribellione non vuole ritrovarsi in posizioni di svantaggio militare che renderebbe complicata la riconquista del capoluogo del Nord Kivu, qualora le trattative di pace dovessero fallire.

Il Generale Olenga Tete, leader dei falchi all’interno del Governo, intenderebbe riprendere il pieno controllo della città evitando l’applicazione degli accordi che tendono di fatto a creare una zona neutra a Goma. Come nelle passate offensive, fino ad ora fallite, é ormai divenuta una necessità vitale per l’esercito ottenere il prestigio presso la popolazione attraverso vittorie militari.

Invece di ritirarsi nella adiacente zona di Rutshuru il ARC-M23, pur rispettando la distanza prevista di 20 km, sta posizionando le sue forze in una mossa di accerchiamento della città. All’aeroporto sarebbero state posizionate batterie antiaeree per impedire l’arrivo di contingenti FARDC oltre il numero previsto.

Alla incerta situazione militare si aggiunge l’aumento delle tensioni politiche tra Governo e ribellione.

Il Presidente Joseph Kabila oggi ha incontrato i membri del Parlamento nel tentativo di far ritirare le ormai numerose mozioni di sfiducia rivolte contro di lui e il suo Governo.

Il Presidente ha fermamente negato di aver intrattenuto colloqui diretti con la ribellione durante il suo lungo soggiorno a Kampala, come descritto dai media ugandesi. Dinnanzi a fughe di notizie avvenute all’interno della delegazione che lo aveva accompagnato in Uganda, Kabila ha successivamente ammesso di essere stato avvicinato da esponenti del ARC-M23 di scarso peso politico e militare che gli avrebbero sottoposto richieste pratiche a favore delle loro comunità: riabilitazioni di strade, costruzioni di nuove scuole e dispensari sanitari.

Secondo l’impressione di vari Parlamentari il Presidente della Repubblica era in un evidente stato di stress e con sbalzi di umore repentini e improvvisi.

Queste osservazioni, tutte da verificare, tendono a screditare il Capo di Stato e a rafforzare le convinzioni della popolazione che Kabila sia sotto un grave stato psicologico causato dall’uso di cocaina e super alcolici. Secondo queste fonti, che girano su vari blog congolesi, il Presidente farebbe costante uso di ansiolitici, soffrirebbe di allucinazioni e scatti improvvisi di incontrollata violenza, sopratutto rivolta sui propri familiari.

Le voci si basano sulle frequenti assenze del Capo di Stato e le relative visite in Cina per non specificati controlli medici. Nel febbraio 2012 si sarebbe recato anche presso una clinica tedesca.
L’obiettivo dell’opposizione, nel rafforzare sospetti e dicerie popolari, potrebbe essere quello di ottenere la rimozione del Capo di Stato qualora fosse riconosciuta la presunta instabilità mentale.

I media congolesi da alcuni giorni hanno intrapreso una violenta campagna contro il movimento ribelle definendolo terrorista e non riconoscendo la nazionalità congolese dei soldati che lo compongono. I media affermano che la ribellione é unicamente composta da mercenari Rwandesi.

Da parte del ARC-M23 il responsabile politico, il Vescovo Jean-Marie
Runiga Lugerero ha ribadito l’esistenza di accordi segreti con il Presidente Kabila avvenuti durante il suo soggiorno, chiarendo che la ribellione é stanca di accordi sottobanco. Il Vescovo Runiga richiede colloqui politici ufficiali con la partecipazione anche dei partiti di opposizione e la società civile. Queste posizione erano già stata da lui chiarita durante la conferenza stampa avvenuta a Goma il 28 novembre scorso e ripresa dalla Agenzia Stampa Francese.

In un’intervista rilasciata al mensile francese Jeune Afrique, il Generale Sultani Makenga, approfondisce le posizioni politiche della ribellione.
Secondo il leader militare il ARC-M23 é stato costretto a prendere le armi a causa dei problemi irrisolti riguardanti il mancato rispetto degli accordi di integrazione nell’esercito regolare del 23 marzo 2009 e alle discriminazioni che le comunità congolesi hutu e tutsi di origine Banyarwanda continuano a subire all’est del paese nonostante le promesse governative di riconciliazione nazionale.
Ha chiarito che il Generale Bosco Ntaganda, su cui grava un mandato di arresto internazionale per crimini contro l’umanità, non fa più parte del ARC-M23, di conseguenza la sua sorte non rientra nelle rivendicazioni del movimento.
Infine il Generale Makenga dichiara che il ARC-M23 non ha alcun intenzione di balcanizzare il paese ma di raggiungere uno statuto federalista.
Fulvio Beltrami
Kampala Uganda
Reporter dall’Africa per L’Indro.

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