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Bestfriend Ndozi il presunto Colonello del MCC

Bestfriend Ndozi il presunto Colonello del MCC

Il corrispondente per la BBC a Bukavu (Sud Kivu – Congo): Gabriel Gatehouse nell’articolo pubblicato il 29 Novembre 2012: “Rwanda crea un nuovo fronte ribelle nella Repubblica Democratica del Congo annuncia l’esistenza di un nuovo gruppo ribelle congolese: il Movimento Congolese per il Cambiamento (MCC), composto da tutsi e creato nel luglio scorso per migliorare le condizioni di vita delle popolazioni all’est del paese.
L’informazione si basa sulle rivelazioni di due congolesi di origine tutsi: Okra Rudahirwa e Bestfriend Ndozi che si sono qualificati come ex ufficiali del MCC, con i rispettivi gradi di Capitano e Colonnello.

Il movimento sarebbe stato recentemente contattato da una delegazione di Kigali con il compito di informare che il comando delle operazioni sarebbe passato allo Stato Maggiore dell’esercito Rwandese al fine di aprire un secondo fronte contro il Governo di Kinshasa nel Sud Kivu.

La delegazione avrebbe promesso il pagamento mensile di 20.000 dollari per stipendi, cibo, uniformi e medicine. Il MCC sarebbe stato successivamente contattato da un ufficiale del ARC-M23 con il mandato ricevuto dall’esercito ruandese di coordinare le operazioni militari dei due gruppi guerriglieri.

Rudahirwa e Ndozi avrebbero deciso di abbandonare il neonato movimento visto l’evidente manipolazione della loro causa da parte del governo ruandese.

Il corrispondente BBC asserisce di aver ricevuto dettagliate prove compresi i nomi della delegazione Rwandese e degli intermediari.
Le prime notizie del MCC vengono fornite da Radio France International il 6 ottobre scorso in un articolo che riporta degli scontri tra guerriglieri e l’esercito regolare burundese nella regione di Uvira, Sud Kivu ai confini con il Burundi.

Dal 2011 l’esercito burundese effettua operazioni militari nella regione congiuntamente con l’esercito congolese FARDC e le milizie MAI MAI contro lo storico movimento Fronte di Liberazione Nazionale (FNL) che ha partecipato alla guerra civile burundese (1983 – 2004) e recentemente ripreso le attività accusando l’attuale governo di aver truccato le elezioni e di aver instaurato un regime repressivo in Burundi.

Lo scontro sarebbe avvenuto il 4 settembre 2012 tra Uvira e Kamanyola a circa 100 km dal capoluogo della provincia del Sud Kivu: Bukavu. Una compagnia dell’esercito burundese sarebbe cascata in una imboscata e un ufficiale sarebbe stato ucciso.

L’identità dei guerriglieri fu rivelata a Radio France International dallo stesso MCC che per primo riportò all’emittente radiofonica la notizia, parzialmente confermata dalle autorità militari burundesi tramite il Colonnello Donatien Kabisa che riconobbe la perdita di un suo ufficiale in territorio congolese, senza però menzionare la nuova guerriglia.

Questo nuovo gruppo guerrigliero sembra essere avvolto in un alone di mistero. Dalle informazioni ricevute direttamente da Bukavu, il MCC sarebbe praticamente sconosciuto alla popolazione e ai soldati dell’esercito regolare. Stesso dicasi dei due ex guerriglieri: il Capitano Okra Rudahirwa e il Colonnello Bestfriend Ndozi. Dallo scontro con i soldati burundesi non si registrano attività militari o di propaganda del MCC.

Le fonti da Bukavu ipotizzano che si possa trattare di un gruppo di opportunisti in cerca di soldi oppure di una piccola milizia assoldata da qualche compagnia che opera illegalmente nel territorio, sottolineando che se vi fosse stato un movimento guerrigliero di rilievo alleato al ARC-M23 si sarebbe attivato dopo la caduta di Goma tentando di conquistare Bukavu senza bisogno che il movimento del Generale Sultani Makenga predisponesse l’invio di una colonna per prendere la città.

Dal giugno 2012 nella Regione dei Grandi Laghi circolano varie persone di nazionalità congolese che affermano di essere detentori di documenti segreti e prove di massacri, gruppi armati, e crimini di guerra, disponibili dietro compenso.

Nell’agosto scorso io stesso fui contattato da uno di questi individui che asseriva di avere documenti comprovanti massacri commessi dall’esercito congolese nella località di Walikale, disponibili dietro il pagamento di 600.000 scellini ugandesi (circa 187 euro). Durante l’incontro, le ripetute contraddizioni nel suo racconto furono sufficienti a comprendere l’intento truffaldino del personaggio senza visionari i famosi documenti.

Esiste anche la possibilità che si tratti di una milizia al soldo di qualche impresa coinvolta in attività minerari illegali. Il 19 giugno 2012 le autorità burundesi arrestarono tre congolesi che risiedevano nella capitale: Bujumbura: Alfa Ngulu, Joseph Ndumbu Kashama e Joël Ngoy wa Ngoy Diya, per attività sovversive non specificate. I tre furono rilasciati il 4 ottobre 2012 senza subire alcun processo, grazie all’intermediazione dell’Ambasciatore Congolese in Burundi: Salomon Banamuhere Baliene.

Alfa Ngulu é il cugino dell’Ambasciatore Congolese e, secondo informazioni, fungerebbe da intermediario tra le autorità e un gruppo di miliziani congolesi di origine tutsi (Banyamulenge) addetti alla protezione di miniere illegali nel territorio di Fizi (distretto di Uvira, nel Sud Kivu).

L’esistenza di attività minerarie illegali a Fizi é stata denunciata dal Deputato Roger Limbala Tshitenga il 21 settembre scorso al mensile Africa Rédaction. Il Deputato afferma di aver incontrato dei “Bianchi” durante una sua visita a Fizi, intenti a sfruttare clandestinamente una miniera, sorvegliata da miliziani Banyamulenge che affermarono di appartenere ad un nuovo gruppo ribelle non ostile a Kinshasa.

Ritornato nella capitale Tshitenga riportò la notizia al Parlamento con la speranza di aprire un’inchiesta. La reazione del Governo fu quella di non prendere in considerazione la testimonianza giudicata non credibile. Secondo il Deputato i miliziani e stranieri che incontrò a Fizi farebbero parte della ormai incontrollata rete criminale gestita dalla Famiglia Kabila, e dall’esercito regolare congolese.

Il MCC, non conosciuto a livello locale, ma noto alla BBC grazie alle rivelazioni di due congolesi “ex ribelli”, potrebbe rientrare in uno dei minori ma drammatici misteri del Congo.

Pur non minimizzando il ruolo del Rwanda nella crisi in corso, la notizia potrebbe trattarsi di un “Ohax”, termine utilizzato dal giornalismo anglofono per indicare una falsa notizia di orientamento politico.

Lasciamo comunque il beneficio del dubbio. Se il MCC é un movimento guerrigliero di rilievo lo scopriremo nei prossimi mesi. Il momento sembra propizio per le guerriglie di intentare campagne militari nella speranza di acquisire un peso politico nel paese.

Fulvio Beltrami
Kampala Uganda.
Reporter dall’Africa per L’Indro.

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