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Giovedì 13 Dicembre 2012 una delegazione di giudici Ugandesi guidata dalla portaparola del Parlamento, Rebecca Kadaga é stata ricevuta dal Papa Benedetto XVI presso la Basilica di San Pietro, riporta il quotidiano ugandese Daily Monitor.

”Questo é un momento irripetibile. Ho letto molto sul papa, lo seguo su Twitter ma non l’ho mai incontrato di persona e non ho mai visitato la Basilica di San Pietro. É un avvenimento da ricordare e ringrazio Dio per avermi concesso questa opportunità.”, ha dichiarato Kadaga.

Durante l’incontro il Papa ha benedetto la delegazione ugandese e in special modo Rebecca Kadaga.

La delegazione é a Roma per attendere alla Settima Assemblea dei Parlamentari della Corte Internazionale dei Crimini e alla Conferenza Mondiale dei Parlamentari per i Diritti Umani.
Il secondo appuntamento sarà molto difficile e delicato per la delegazione ugandese capitanata dalla promotrice (assieme al parlamentare David Bahati) della riforma dell’attuale legge contro i “comportamenti sessuali devianti”: omosessualità e bisessualità.

La proposta di legge, che sarà discussa in parlamento il 15 dicembre prossimo, intende introdurre i concetto di malattia mentale per l’omosessualità e la pena di morte o l’ergastolo per i gay recidivi.

É dal 2009 che questa proposta di legge é presentata a varie riprese al Parlamento e regolarmente bocciata su indicazione del Presidente Yoweri Museveni che, fino ad ora non intende rovinare l’immagine internazionale dell’Uganda con una legge omofobica così estrema, nonostante che la First Lady sia una accanita simpatizzante del provvedimento.

I promotori di questa palese violazione dei diritti umani si rifanno ai testi biblici e al vangelo per dimostrare che l’omosessualità é contro natura e contro il volere di Dio.
Sono appoggiati dalla Chiesa Anglicana Ugandese, della Chiesa Anglicana Americana e la neutralità della Chiesa Cattolica.

“Il gesto del Santo Padre é incomprensibile. Come si fa a benedire una figura politica criticata a livello internazionale per voler introdurre la pena di morte contro le minoranze sessuali in Uganda, a due giorni dal dibattito parlamentare sulla legge omofobica? Non si é valutato che questo gesto sarà utilizzato per rafforzare l’approvazione delle legge?”, si domanda un attivista gay dell’Università di Makerere che richiede l’anonimato per la sua salvaguardia fisica.

La riforma della legge peggiorerebbe il già grave clima delle violazioni dei diritti umani in Uganda nei confronti degli omosessuali.

Nel gennaio 2011 David Kato, attivista ugandese dei diritti umani e omosessuali fu trucidato in una stanza di hotel. Le autorità ugandesi archiviarono il caso facendolo passare come un incontro sessuale finito male tra Kato e un prostituto.

Il 07 dicembre 2012 un gruppo di prominenti leader delle Chiese Cristiane Americane ha reso pubblico la determinata opposizione alla legge definita discriminatoria, chiarendo che la criminalizzazione dell’omosessualità é incompatibile con a Fede Cristiana e le società democratiche.

“I Cristiani possono essere divisi a livello teologico ma sono uniti al richiamo di Cristo di prendere le difese delle minoranze perseguitate nella propria comunità e nel mondo. Sotto le festività del Santo Natale, noi invitiamo tutti i Cristiani del mondo ad unirsi a noi nel rigettare l’idea di questa legge che mira le minoranze vulnerabili e non é certo un modo appropriato di celebrare la nascita di Cristo.”, recita il comitato congiunto.

Rebecca Kadaga é confidente che la proposta di legge omofobica troverá la maggioranza necessaria al Palamento. “Sará il regalo di Natale al popolo ugandese”, ha promesso. La presenza di Kadaga alle due Conferenze Internazionali in Italia, non permetterá la partecipazione al voto prevista per domani, sabato 15 dicembre 2012.

Fulvio Beltrami

Kampala Uganda

Reporter dall’Africa per L’Indro.

219 thoughts on “Il Papa benedice la promotrice ugandese della Pena di Morte per gli omosessuali.

  1. il Papa ha benedetto tutti i politici che lo hanno visitato o a cui ha fatto visita questo non vuol dire che la Chiesa approvi tutto quello che fanno, e poi non sappiamo cosa si siano detti in privato, sempre che abbiano avuto una conversazione, la Chiesa e’ universale ignoranti!!! Informatevi !!! Il vecchio Papa Benedisse e perdono’ il suo stesso attentatore (esiste un esempio piu’ lampante di questo?).Molti uomini della Chiesa sbagliano come tutti ma mi dispiace vedere quanta gente senza idee e cultura propria segue le notizie strumentaleizzate e diffuse da chissacchi’magari lette su Facebook, e chissa’ per quali interessi….. Sicuramente voi che parlate cosi’ siete’ piu’ fighi!!!Grandi fighi!!!

  2. Pingback: Il Papa benedice la promotrice ugandese della Pena di Morte per gli omosessuali.

  3. E’ un articolo vergogno e privo di religione, Per quanto possa essere soggettivo il pensiero di essere a favore o non dei Gay e bisessuali non ritengo per niente giusto un gesto del genere da colui che rappresenta il Capo della chiesa cristiana cattolica,
    E’ veramente pietoso, parla colui che dovrebbe ricordarsi anche uno dei comandamenti, tra cui ”non uccidere” .
    Questo è un comportamento altamente sbagliato e per nulla personale,
    Per quanto riguarda l’omosessualità se proprio dobbiamo parlare per voce del ‘Signore’ è un peccato , e non un reato,
    Salvarsi la faccia poi, invece di punire la pedofilia, voglio dire, guarda chi parla.
    Per i crimini c’è la legge. Che cazzo c’entra questo qui? Spero pienamente che non venga approvata, e bocciata una volta e per sempre.
    E se tutte le persone che si sentono offese, e chiamate in causa, si ribellano , sono contente, e appoggio altamente la vostra ribellione.
    Contro colui che sfrutta il potere in modo schifoso!

  4. Dovremo chiedere direttamente al papa perché ha fatto un azione simile, dovremo prima aver chiare le sue intenzioni; inoltre volevo dire che forse delle cose non sono ancora chiare alla Chiesa:” Cara Chiesa credete forse che la maggior parte degli individui faccia sesso al solo fine di procreare?????” NO CARISSIMA!!! IL SESSO è UN PIACERE E A PARER MIO CHI NON LO FA NON SA COSA SI PERDE!!! io appoggio al 1000 per 1000 tutte le forme di Amore, e il fatto che ci sia tra due donne o tra due uomini non fa differenza perché è sempre Amore!! quindi estendiamo a pieno il significato della parola Amore perché è una delle cose più belle della vita. Un diritto fondamentale dell’uomo è il diritto ad Amare, quindi Amiamo indistintamente!!!! e quando facciamo l’Amore con la persona che amiamo ricordiamoci di proteggerci con il PRESERVATIVO perché se no ci prendiamo le malattie, ma non pensate che le prendiamo di sicuro perché stiamo facendo un atto impuro!! Quindi mia cara Chiesa cerca di aprire un pò gli occhi e di modernizzarti in ciò che è giusto, ai passi con i nuovi tempi, non crederai forse che avere Twitter significa essere MODERNO????? Con il tempo molte cose cambiano ed è giusto che anche tu lo faccia! 🙂 IN BENE!!!

  5. http://sdgln.com/news/2009/12/14/un-vatican-come-out-against-uganda-s-proposed-anti-homosexuality-bill
    http://www.rnw.nl/english/article/vatican-speaks-out-against-uganda-anti-gay-laws
    carissimo..potrai prendere per il culo gli italiani che non parlano altre lingue e che si informano solo sull’informazione italiana…non me. Ad ogni modo, spero tu non abbia idee di sinistra, o ancora meglio vicine al partito comunista…sarebbe un vero peccato sapere che la stessa persona che scrive queste cose è un sostenitore di una politica comunista che nella sua patria russa aveva trovato la sua massima espressione nel confronti dell’omosessualità con l’art 121 del codice penale URSS l’omosessualità era punibile con una privazione della libertà fino a 5 anni. comunque bravo, se non fosse stato che qualche persona informata in questo mondo esiste ancora, ce l’avresti pure fatta.
    La pace del Signore sia sempre con te..buon Avvento.

    • Padre Giuseppe Pirola SJ (pace all’anima sua), diceva sempre “Di tutto ciò che non sai è meglio che tu taccia”, rifiutando con forza il sapere superficiale, per sentito dire, quello che si lascia influenzare dal pregiudizio. (era un esperto di comunismo e marxismo, a causa del compito affidatogli e ció non gli ha impedito in modo bieco di incontrare nei comunisti delle persone con cui entrare in dialogo vero, confrontandosi realmente con le istanze del pensiero politico e con le istanze del cuore di chi incontrava, al punto da avere dalla sua persone che lo stimavano per questo, pur portando il messaggio evangelico con chiarezza. Che la sete profonda di verità possa essere la via che ci aiuta a capire e ad incontrare le intenzioni vere nostre e altrui. Grazie per aver scritto e buon Natale!

  6. Come si fa , allora a Benedire tutte le persone che si credono Cristiane e non lo sono realmente? il Papa Benedice tutti a prescindere dal loro modo di essere e di pensare, così come Gesù ha benedetto tutti quelli con cui ha vissuto e condiviso. Quindi, non mi stupisce la benedizione del Papa a Rebecca Kadag, perché credo che abbia benedetto la persona e non il suo ideale. La benedizione è il gesto esteriore verso la persona, e ha un significato pastorale, non politico. Potrei dire che i Giornalisti sono tutti uguali, nel senso che scrivono Articoli solo per Fare notizia e soldi, senza curarsi dei particolari e della vera realtà, ma non credo che siano tutti così! Bhe! poi si ci mettono tutti coloro che giudicano la chiesa senza curarsi che tutti siamo chiesa e Tempio di Dio, solo che non lo sanno perché non lo hanno sperimentato ma vogliono stare lontani dalla verità, aggrappandosi agli specchi. Pace e Bene a tutti che Dio ci Benedica a prescindere dalle nostre volontà.

  7. Parlare di queste cose richiede la ricerca della Verità che nessuno di noi possiede, ma di cui spesso si abusa con menzogne.
    La stretta di mano a Rebecca Kadaga è avvenuta alla fina di un’udienza plenaria dove il papa stringe le mani a tutti.
    La posizione della Chiesa è ufficiale e chiara come dicono i documenti del magistero:

    Dalla LETTERA AI VESCOVI DELLA CHIESA CATTOLICA SULLA CURA PASTORALE DELLE PERSONE OMOSESSUALI

    ” 10. Va deplorato con fermezza che le persone omosessuali siano state e siano ancora oggetto di espressioni malevole e di azioni violente. Simili comportamenti meritano la condanna dei pastori della Chiesa, ovunque si verifichino. Essi rivelano una mancanza di rispetto per gli altri, lesiva dei principi elementari su cui si basa una sana convivenza civile. La dignità propria di ogni persona dev’essere sempre rispettata nelle parole, nelle azioni e nelle legislazioni. ”

    Pubblicata dalla CONGREGAZIONE PER LA DOTTRINA DELLA FEDE il cui prefetto era l’allora Card. Ratzinger (1986).

    Per chi volesse documentarsi ecco il link http://www.vatican.va/roman_curia/congregations/cfaith/documents/rc_con_cfaith_doc_19861001_homosexual-persons_it.html

    Possiamo avere idee diverse sugl’omessualità e sugli atti omossessuali, ma confrontiamoci sui contenuti veri e non corriamo dietro a giornalisti che dicono menzogne o tralasciano documentate verità per dividere.

    • Caro Maurizio,

      In Africa la Chiesa adotta un doppio binario di comunicazione rispetto all’occidente.

      QUello destinata all’occidente si deve confrontare con valori laici acquisiti. In Africa no.

      Seppur degne di ammirazione queste coraggiose e dovute prese di posizione contro le repressioni sessuali la stessa gerarchia ecesiastica in Africa parla una lingua diversa piu’ diretta con la consapevolezza che normalmente l’occidente (Italia in particolarmodo) si disinteressa del Continente Africano.

      L’ultima dichiarazione pubblica riportata dai mass media ugandesi risale al giugno scorso. Il leader religiosi riunitisi nell’annuale conferenza del Consiglio Congiunto dei Cristiani in Uganda, hanno ufficialmente richiesto al Presidente di accelerare l’approvazione della legge per prevenire che gli attacchi omosessuali “alla Bibbia e all’istituzione del matrimonio”.

      I leader religiosi hanno fatto appello a tutte le chiese del paese affinché ci si opponga al fenomeno dell’omosessualità, lesbismo e unioni tra lo stesso sesso (matrimoni e coppie di fatto).

      La risoluzione é stata firmata dal Arcivescovo Anglicano Henry Luke Orombi, dal leader della chiesta ortodossa Metropolitan Jonah Lwanga, e dall’arcivescovo Cattolico di Kampala, monsignor Cyprian Kizito. Lwanga, secondo quanto riportato dal quotidiano Daily Monitor in un articolo del 10 giugno 2012.

      http://www.monitor.co.ug/News/National/Bishops-want-shelved-anti-gay-Bill-dusted/-/688334/1424158/-/kfwt7bz/-/index.html

      Nel Dicembre 2009 il monsignor Lwanga aveva condannato il disegno di legge perché prendeva di mira “il peccatore e non il peccato” e non rispecchiava un “approccio cristiano” alla questione dell’omosessualità.

      E’ questo doppio binario di comunicazione che sta facendo allontanare i fedeli africani che si rivolgono a chiese protestanti o a sette (purtroppo) poiche’ individuano nella gerarchia del Vaticano una ipocrisia di fondo e una strumentalizzazione della porola evangelica.

      Ciao

  8. In questi giorni è comodo ai grandi poteri dividerci, il papa ha attaccato fortemente i poteri forti, ma a noi, solo in Italia e solo dal nostro giornalismo, sono giunte solo voci distorte sui solità stereotipi di conflitto con la Chiesa.
    Lavoriamo insieme, indipendentemente dal credo e dall’opinione politica per combattere i fenomeni che con forza il papa ha sottolineato sbagliati e andiamo a dire a tutti che non sono idee di estremisti, ma di tutti coloro che cercano la verità.
    Nella lettera per la giornata mondiale per la pace il papa propone un “nuovo modello economico” che rimpiazzi “quello prevalso negli ultimi decenni” che teorizza “la ricerca della massimizzazione del profitto e del consumo, in un’ottica individualistica ed egoistica, intesa a valutare le persone solo per la loro capacità di rispondere alle esigenze della competitività” (…) La critica di Benedetto XVI all’attuale modello economico è molto forte: “le ideologie del liberismo radicale e della tecnocrazia insinuano il convincimento” presso l’opinione pubblica “che la crescita economica sia da conseguire anche a prezzo dell’erosione della funzione sociale dello Stato e delle reti di solidarietà della società civile, nonché dei diritti e dei doveri sociali”. Il Papa lo ribadisce: “questi diritti e doveri sono fondamentali per la piena realizzazione di altri, a cominciare da quelli civili e politici”.
    Tra i diritti sociali “oggi maggiormente minacciati vi è il diritto al lavoro” – scrive Benedetto XVI che denuncia: “sempre più il lavoro e il giusto riconoscimento dello statuto giuridico dei lavoratori non vengono adeguatamente valorizzati” con la motivazione che “lo sviluppo economico dipenderebbe soprattutto dalla piena libertà dei mercati. Il lavoro viene considerato così una variabile dipendente dei meccanismi economici e finanziari”. Il Papa rovescia questa visione affermando che occorre “perseguire quale priorità l’obiettivo dell’accesso al lavoro o del suo mantenimento, per tutti” e per questo sono necessarie “coraggiose e nuove politiche del lavoro per tutti”, in particolare per dare un futuro alle nuove generazioni.
    Nel resto del mondo si discute di queste cose dette dal papa, in Italia, chissà come mai, i poteri forti ci trascinano in dibattiti sterili, stravolgendo quanto scritto con lo scopo di non parlare di quello che è davvero importante e che temono, ovvero la critica al liberismo sfrenato, l’accettazione di politiche di taglio sui servizi essenziali e la perdita dei diritti dei lavoratori soprattutto dei più giovani.
    Se volete insister a dire che la Chiesa è brutta e cattiva e vorrebbe uccidere gli omossessuali, fate pure, ma non fate un servizio alla verità e fate il gioco dei poteri forti.
    Troviamo un’altra occasione per confrontarci su questi temi seriamente e con il rispetto reciproco per imparare dal confronto insiseme.

  9. il Papa avrebbe benedetto la promotrice ugandese di una legge che prevederebbe la pena di morte per gli omosessuali. Chiaramente i titoli sono volti ad associare il Papa all’accettazione della pena di morte per gli omosessuali. Come se la Chiesa appoggiasse al fondo questo genere di iniziative disumane. Nessuno però sa che tale proposta di legge, non ancora approvata, non solo non è stata promossa dalla Speaker del Parlamento Ugandese, Rebecca Kadaga, non solo non prevede più la pena di morte (originariamente prevista per pedofili e stupratori affetti da AIDS), ma è stata avversata dalla Chiesa Cattolica, ai massimi livelli, sin dal 2009. Allora, all’apparire di questa proposta di legge, il legal attaché della Santa Sede presso le Nazioni Unite, padre Philip J. Bene, condannò apertamente tale proposta di legge affermando nel corso di una pubblica riunione: “The Holy See continues to oppose all grave violations of human rights against homosexual persons, such as the use of the death penalty, torture and other cruel, inhuman and degrading punishment. The Holy See also opposes all forms of violence and unjust discrimination against homosexual persons, including discriminatory penal legislation which undermines the inherent dignity of the human person”. Parole inequivocabili! Ma non basta. Anche il vescovo cattolico di Kampala, Mons. Cyprian Lwanga, condannò in quell’occasione la legge ritenuta “non necessaria” e “contraria ai nostri valori fondamentali”. Torniamo però per un attimo alle parole del Papa. Cosa afferma nel suo Messaggio? Ebbene, dice il Papa: “Anche la struttura naturale del matrimonio va riconosciuta e promossa, quale unione fra un uomo e una donna, rispetto ai tentativi di renderla giuridicamente equivalente a forme radicalmente diverse di unione che, in realtà, la danneggiano e contribuiscono alla sua destabilizzazione, oscurando il suo carattere particolare e il suo insostituibile ruolo sociale”. “Anche” congiunge questo periodo ai precedenti che parlano di aborto ed eutanasia. I quotidiani italiani, tutti, perché come pecore belanti copiano tutti gli stessi lanci di agenzia, hanno operato una illegittima unione di questo periodo con alcuni estratti del successivo: “Questi principi non sono verità di fede, né sono solo una derivazione del diritto alla libertà religiosa. Essi sono inscritti nella natura umana stessa, riconoscibili con la ragione, e quindi sono comuni a tutta l’umanità. L’azione della Chiesa nel promuoverli non ha dunque carattere confessionale, ma è rivolta a tutte le persone, prescindendo dalla loro affiliazione religiosa. Tale azione è tanto più necessaria quanto più questi principi vengono negati o mal compresi, perché ciò costituisce un’offesa contro la verità della persona umana, una ferita grave inflitta alla giustizia e alla pace”. Si è creato quindi una pensiero che non è del Papa, giustapponendo due pezzi del discorso. Ciò che per il Papa è invece una offesa contro la verità e una ferita alla giustizia e alla pace è il fatto che non si comprendano i principi fondamentali (diritto alla vita dal concepimento alla morte, struttura naturale del matrimonio quale unione di uomo e donna) o, peggio, si finisca per negarli (legislazioni abortiste ed eutanasiche). Sugli omosessuali giova invece ricordare le parole del Papa espresse in “Luce del mondo”, il suo famoso libro-intervista: “Gli omosessuali sono persone con i loro problemi e le loro gioie, e alle quali, in quanto persone, è dovuto rispetto, persone che non devono essere discriminate perché presentano quelle tendenze. Il rispetto per la persona è assolutamente fondamentale e decisivo”.

  10. L’omosessualità non è una malattia, non è una deviazione sessuale. E’ semplicemenete uno scherzo della natura e come tale deve essere lasciato con tutte le sue manifestazioni che non sono mai delle perversioni. Sono laureato in lettere e filosofia e specializzato in Medicina e Psicologia. Una sola cosa bisogna evitare le unioni gay non sono e non possono mai CHIAMARSI MATRIMONI !

  11. Siete tutti impazziti Gesù ha detto “Ama il prossimo tuo come te stesso” è proprio un bel modo di amare il prossimo e mi meraviglio della persona da cui è partito questo contro i GAY – ed il Papa la benedice pure ………. ripensateci che è meglio.

  12. Dio ha creato l’uomo a sua immagine e somiglianza. ha ommesso di specificare le atittudini sessuali , poi ha creato la donna senza specificare le atittudini sessuali. Allora creò il serpente per attirare i due , ha aggiunto una mela e con la fame che si ritrovano mangiarono la mela , anzi sembra che lei la mangiò scoprendo il gusto del sesso.Da cosa nasce cosa , ma un giorno , non precisato i gusti cambiarono , sono venuti meno i gusti sessuali . E allora tutto da rifare . Il Papa non sa più che santi chiamare . Come faciamo ? Creiamo una Inquisizione ? Bruciamo tutti quelli che non sentono più attrazione verso l’altro sesso. No. meglio l’impiccagione . Questa sarebbe la legge di DIO? E i diritti umani cosa sono ?

  13. Dopo lo sbarco su Twitter, il Papa rischiava di diventare troppo popolare. Urgeva restituirgli l’immagine stereotipata dell’uomo nero, così familiare ai laici di casa nostra. I nostri organi d’informazione non si sono fatti pregare e hanno sferrato contro Benedetto XVI un tremendo uno-due, roba da mettere al tappeto anche Mike Tyson.

    Ha cominciato il “Fatto Quotidiano”, titolando telegraficamente: “Il Papa benedice promotrice legge che prevede pena di morte per gay in Uganda”. Così, secco. Poi uno approfondisce e scopre che la tipa, tale Rebecca Kadaga, è la presidentessa del Parlamento ugandese. Che ieri è stata ricevuta in Vaticano insieme a un’intera delegazione di parlamentari del Paese africano, in visita a Roma per partecipare, senza che nessuno se ne scandalizzi, nientemeno che alla settima Assemblea Consultiva dei parlamentari per la Corte penale internazionale ed alla Conferenza parlamentare mondiale sui diritti umani (tanto per avere un’idea, proprio la Kadaga sarà relatrice sul tema “Rafforzamento dello Stato di Diritto e del Sistema Giudiziario attraverso l’effettiva applicazione del Principio di Complementarità”, come potete leggere qui). Se si va ancora più a fondo, si scopre che la donna politica ugandese non è la presentatrice della proposta di legge ribattezzata “Kill the gays bill”, anche se ha rilasciato dichiarazioni in suo sostegno; che la legge, nella sua ultima versione, non prevede più in alcun caso la pena di morte; che, in ogni modo, sia la Chiesa Cattolica ugandese che la Santa Sede si sono già espresse contro di essa da molto tempo. Insomma, si scopre che quella montata dal “Fatto”, a cui si sono accodati tutti i pennivendoli nostrani, è un’indegna strumentalizzazione, per non dire una vergognosa bufala.

    Altro giro, altra corsa: proprio ieri, come ogni anno, il Santo Padre ha diffuso il suo Messaggio (scritto in realtà il giorno dell’Immacolata) per la Giornata Mondiale della Pace, che ricorrerà come di consueto il 1° gennaio.
    Il documento non fa altro che ricalcare le storiche posizioni del Magistero della Chiesa a proposito della pace. Essa non è, con buona pace dei fricchettoni di ogni latitudine, semplice assenza di conflitto, o “volemose bene”. La vera pace è, come scrisse Agostino, “tranquillità nell’ordine”. Di più: come si legge in Isaia (Is 32, 17) e come ripete san Tommaso nella sua Summa, la pace è frutto della giustizia (“opus iustitiae pax” fu anche il motto papale di Pio XII), cioè – in ultima analisi – della verità. Scrive dunque Benedetto XVI che “la negazione di ciò che costituisce la vera natura dell’essere umano, nelle sue dimensioni essenziali, nella sua intrinseca capacità di conoscere il vero e il bene e, in ultima analisi, Dio stesso, mette a repentaglio la costruzione della pace”, in ciò riprendendo anche la roncalliana Pacem in terris, pure considerata uno dei simboli della rottura vaticansecondista, laddove essa affermava che “le leggi con cui vanno regolati gli accennati rapporti [tra gli uomini e tra i popoli] vanno cercate là dove Dio le ha scritte, cioè nella natura umana” (Pacem in terris, 4) e che Dio è “la sorgente più profonda da cui soltanto può attingere la sua genuina vitalità una convivenza fra gli esseri umani ordinata, feconda, rispondente alla loro dignità di persone” (ibidem, 20). Però uno è il “Papa Buono”, l’altro il malvagio “Pastore Tedesco”. Misteri della vita.

    Da questa visione, che rifiuta il soggettivismo e mette in guardia dall’idea “di una morale totalmente autonoma, che preclude il riconoscimento dell’imprescindibile legge morale naturale scritta da Dio nella coscienza di ogni uomo”, derivano secondo il Papa una serie di conseguenze. In primo luogo, la necessità del rispetto della vita umana e una condanna senza appello dell’aborto: “la fuga dalle responsabilità, che svilisce la persona umana, e tanto più l’uccisione di un essere inerme e innocente, non potranno mai produrre felicità o pace”.

    Quindi – e veniamo al punto dolente – il tema della famiglia. Quasi per inciso, Benedetto XVI ammonisce rispetto ai tentativi di rendere l’unione familiare “giuridicamente equivalente a forme radicalmente diverse di unione che, in realtà, la danneggiano e contribuiscono alla sua destabilizzazione, oscurando il suo carattere particolare e il suo insostituibile ruolo sociale”. Si noti che gli omosessuali non vengono neanche esplicitamente nominati, anche se il riferimento è chiaro.
    Nel capoverso successivo, infine, si afferma che la negazione di tali principi, in primis quello del rispetto della vita, “costituisce un’offesa contro la verità della persona umana”, quindi – in piena coerenza con le premesse generali – “una ferita grave inflitta alla giustizia e alla pace”. Apriti cielo. “Il Papa: i gay minacciano la pace mondiale”, hanno strillato i giornaloni. La solita Concia si è prontamente mobilitata, accusando Benedetto XVI di “alimentare l’odio” contro gli omosessuali e assicurando, quale esperta in materia, che le parole del Papa vanno “contro qualsiasi messaggio cristiano”. Si è sollevato presto un polverone, insomma, su un documento che nessuno di quelli che ne parlano (a sproposito) ha neanche letto.

    E dire che, sulle tematiche economico-sociali, Benedetto XVI scrive cose molto significative, riprovando il fatto che, “presso porzioni crescenti dell’opinione pubblica, le ideologie del liberismo radicale e della tecnocrazia insinuano il convincimento che la crescita economica sia da conseguire anche a prezzo dell’erosione della funzione sociale dello Stato e delle reti di solidarietà della società civile, nonché dei diritti e dei doveri sociali”. Esorta a valorizzare adeguatamente il lavoro, che non può essere ridotto a “variabile dipendente dei meccanismi economici e finanziari”, sacrificato sull’altare della “massimizzazione del profitto e del consumo, in un’ottica individualistica ed egoistica”. Anche qui, il Papa invita a riscoprire la logica del bene comune e di una società organicamente ordinata. Considerazioni che potrebbero suscitare interesse anche a sinistra, se quest’ultima non avesse smesso di occuparsi della povera gente per dedicarsi, per dirla con Bertinotti-Guzzanti, alla difesa “degli omosessuali e di alcune felci” (cfr. il video seguente, a 9:20).

    Di tutta la profondità della riflessione del Papa, dunque, resta solo il titolo scandalistico a caratteri cubitali, buono a suscitare l’indignazione dei guardiani del politicamente corretto. La Chiesa non viene più intesa dal mondo contemporaneo non perché, come affermò il defunto cardinal Martini, essa è rimasta indietro di duecento anni. Semplicemente, il Magistero di Papa Benedetto vola troppo alto per poter essere compreso da un mondo che ha mandato il cervello all’ammasso, rinunciando a fare uso della ragione, quella vera. Troppo alto per gli orizzonti limitati della Concia e dei suoi accoliti, che pure plasmano a proprio gusto un’opinione pubblica rincretinita. Il dramma è tutto qui.

  14. Dopo lo sbarco su Twitter, il Papa rischiava di diventare troppo popolare. Urgeva restituirgli l’immagine stereotipata dell’uomo nero, così familiare ai laici di casa nostra. I nostri organi d’informazione non si sono fatti pregare e hanno sferrato contro Benedetto XVI un tremendo uno-due, roba da mettere al tappeto anche Mike Tyson.

    Ha cominciato il “Fatto Quotidiano”, titolando telegraficamente: “Il Papa benedice promotrice legge che prevede pena di morte per gay in Uganda”. Così, secco. Poi uno approfondisce e scopre che la tipa, tale Rebecca Kadaga, è la presidentessa del Parlamento ugandese. Che ieri è stata ricevuta in Vaticano insieme a un’intera delegazione di parlamentari del Paese africano, in visita a Roma per partecipare, senza che nessuno se ne scandalizzi, nientemeno che alla settima Assemblea Consultiva dei parlamentari per la Corte penale internazionale ed alla Conferenza parlamentare mondiale sui diritti umani (tanto per avere un’idea, proprio la Kadaga sarà relatrice sul tema “Rafforzamento dello Stato di Diritto e del Sistema Giudiziario attraverso l’effettiva applicazione del Principio di Complementarità”, come potete leggere qui). Se si va ancora più a fondo, si scopre che la donna politica ugandese non è la presentatrice della proposta di legge ribattezzata “Kill the gays bill”, anche se ha rilasciato dichiarazioni in suo sostegno; che la legge, nella sua ultima versione, non prevede più in alcun caso la pena di morte; che, in ogni modo, sia la Chiesa Cattolica ugandese che la Santa Sede si sono già espresse contro di essa da molto tempo. Insomma, si scopre che quella montata dal “Fatto”, a cui si sono accodati tutti i pennivendoli nostrani, è un’indegna strumentalizzazione, per non dire una vergognosa bufala.

    Altro giro, altra corsa: proprio ieri, come ogni anno, il Santo Padre ha diffuso il suo Messaggio (scritto in realtà il giorno dell’Immacolata) per la Giornata Mondiale della Pace, che ricorrerà come di consueto il 1° gennaio.
    Il documento non fa altro che ricalcare le storiche posizioni del Magistero della Chiesa a proposito della pace. Essa non è, con buona pace dei fricchettoni di ogni latitudine, semplice assenza di conflitto, o “volemose bene”. La vera pace è, come scrisse Agostino, “tranquillità nell’ordine”. Di più: come si legge in Isaia (Is 32, 17) e come ripete san Tommaso nella sua Summa, la pace è frutto della giustizia (“opus iustitiae pax” fu anche il motto papale di Pio XII), cioè – in ultima analisi – della verità. Scrive dunque Benedetto XVI che “la negazione di ciò che costituisce la vera natura dell’essere umano, nelle sue dimensioni essenziali, nella sua intrinseca capacità di conoscere il vero e il bene e, in ultima analisi, Dio stesso, mette a repentaglio la costruzione della pace”, in ciò riprendendo anche la roncalliana Pacem in terris, pure considerata uno dei simboli della rottura vaticansecondista, laddove essa affermava che “le leggi con cui vanno regolati gli accennati rapporti [tra gli uomini e tra i popoli] vanno cercate là dove Dio le ha scritte, cioè nella natura umana” (Pacem in terris, 4) e che Dio è “la sorgente più profonda da cui soltanto può attingere la sua genuina vitalità una convivenza fra gli esseri umani ordinata, feconda, rispondente alla loro dignità di persone” (ibidem, 20). Però uno è il “Papa Buono”, l’altro il malvagio “Pastore Tedesco”. Misteri della vita.

    Da questa visione, che rifiuta il soggettivismo e mette in guardia dall’idea “di una morale totalmente autonoma, che preclude il riconoscimento dell’imprescindibile legge morale naturale scritta da Dio nella coscienza di ogni uomo”, derivano secondo il Papa una serie di conseguenze. In primo luogo, la necessità del rispetto della vita umana e una condanna senza appello dell’aborto: “la fuga dalle responsabilità, che svilisce la persona umana, e tanto più l’uccisione di un essere inerme e innocente, non potranno mai produrre felicità o pace”.

    Quindi – e veniamo al punto dolente – il tema della famiglia. Quasi per inciso, Benedetto XVI ammonisce rispetto ai tentativi di rendere l’unione familiare “giuridicamente equivalente a forme radicalmente diverse di unione che, in realtà, la danneggiano e contribuiscono alla sua destabilizzazione, oscurando il suo carattere particolare e il suo insostituibile ruolo sociale”. Si noti che gli omosessuali non vengono neanche esplicitamente nominati, anche se il riferimento è chiaro.
    Nel capoverso successivo, infine, si afferma che la negazione di tali principi, in primis quello del rispetto della vita, “costituisce un’offesa contro la verità della persona umana”, quindi – in piena coerenza con le premesse generali – “una ferita grave inflitta alla giustizia e alla pace”. Apriti cielo. “Il Papa: i gay minacciano la pace mondiale”, hanno strillato i giornaloni. La solita Concia si è prontamente mobilitata, accusando Benedetto XVI di “alimentare l’odio” contro gli omosessuali e assicurando, quale esperta in materia, che le parole del Papa vanno “contro qualsiasi messaggio cristiano”. Si è sollevato presto un polverone, insomma, su un documento che nessuno di quelli che ne parlano (a sproposito) ha neanche letto.

    E dire che, sulle tematiche economico-sociali, Benedetto XVI scrive cose molto significative, riprovando il fatto che, “presso porzioni crescenti dell’opinione pubblica, le ideologie del liberismo radicale e della tecnocrazia insinuano il convincimento che la crescita economica sia da conseguire anche a prezzo dell’erosione della funzione sociale dello Stato e delle reti di solidarietà della società civile, nonché dei diritti e dei doveri sociali”. Esorta a valorizzare adeguatamente il lavoro, che non può essere ridotto a “variabile dipendente dei meccanismi economici e finanziari”, sacrificato sull’altare della “massimizzazione del profitto e del consumo, in un’ottica individualistica ed egoistica”. Anche qui, il Papa invita a riscoprire la logica del bene comune e di una società organicamente ordinata. Considerazioni che potrebbero suscitare interesse anche a sinistra, se quest’ultima non avesse smesso di occuparsi della povera gente per dedicarsi, per dirla con Bertinotti-Guzzanti, alla difesa “degli omosessuali e di alcune felci” (cfr. il video seguente, a 9:20).

    Di tutta la profondità della riflessione del Papa, dunque, resta solo il titolo scandalistico a caratteri cubitali, buono a suscitare l’indignazione dei guardiani del politicamente corretto. La Chiesa non viene più intesa dal mondo contemporaneo non perché, come affermò il defunto cardinal Martini, essa è rimasta indietro di duecento anni. Semplicemente, il Magistero di Papa Benedetto vola troppo alto per poter essere compreso da un mondo che ha mandato il cervello all’ammasso, rinunciando a fare uso della ragione, quella vera. Troppo alto per gli orizzonti limitati della Concia e dei suoi accoliti, che pure plasmano a proprio gusto un’opinione pubblica rincretinita. Il dramma è tutto qui

  15. Questo articolo è falso e tendenzioso. Il Santo Padre non ha benedetto nessuno in maniera particolare, ma solo tutti coloro che hanno partecipato. La Santa Sede non ha mai approvato le leggi omofobe, anzi le ha coraggiosamente contrastate pubblicamente (basti vedere le dichiarazioni dell’Osservatore della Santa Sede presso le Nazioni Unite, il quale ha attaccato violentemente questo disegno di legge).
    Vergogna, profonda vergogna per chi fa questa disinformazione demagogica.

    • Ma in natura non esiste, per definizione, NULLA che sia “contro natura”. C’è solo un ente che è al di là della natura, ed è Dio. Quindi chi dice che gli omosessuali sono “contro natura” dovrebbe semmai inginocchiarsi e adorarli.
      Ma peggio ancora, chi è così omofobo, commette la bestemmia di dire che Dio crea degli esseri umani di per sé già condannati alla vita eterna IN QUANTO TALI, commettendo così un atto di somma cattiveria, trasformandolo in un dio di odio anziché di amore!

  16. Ecco si .. Ci voleva come festa di natale che saltasse fuori dalla tana delle streghe una donna illuminata dalla luce di un dio che io non conosco e si mette ad amazzare uomini che per lei sono sbagliati in un mondo fatto di giusti .. In più incontra sto tipo che incontra tutti e si fa addirittura benedire! Per fortuna che il Dio che prego ogni tanto e’ un dio minore che sta con i suoi foigli e so per certo che chi predica la morte va a finire in un posto ben caldo .. Quindi papa ratzi .. Sta lontano da queste streghe! Per la tua anima .. Stana i tuoi di preti e aiutali senza per forza sbarazzartene!! Benvenuto Gesu bambino!! Tutto tutto niente niente insegna .. Buon natale a tutti

  17. La dottoressa Laura Schlesinger e’ una famosa giornalista della radio americana; nella sua trasmissione dispensa consigli alle persone che telefonano. Qualche tempo fa, Laura ha affermato che l’Omosessualita’, secondo la Bibbia (Lev.18:22), e’ un abominio e non puo’ essere tollerata in alcun caso.
    La seguente e’ una lettera spedita alla signora Schlesinger.
    “Cara Dottoressa Schlesinger, le scrivo per ringraziarla del suolavoro educativo sulle leggi del Signore. Ho imparato davvero molto dal suo programma, ed ho cercato di dividere tale conoscenza con piu’ persone possibile. Adesso, quando qualcuno tenta di difendere lo stile di vita omosessuale, gli ricordo semplicemente che nel Levitico 18:22 si afferma che cio’e’ un abominio. Fine della discussione.
    Pero’, avrei bisogno di alcun consigli da lei, a riguardo di altre leggi specifiche e come applicarle.
    1. Vorrei vendere mia figlia come schiava, come sancisce Esodo 21:7. Quale pensa sarebbe un buon prezzo di vendita?
    2. Quando do fuoco ad un toro sull’altare sacrificale, so dalle scritture che cio’ produce un piacevole profumo per il Signore (Lev. 1.9). Il problema e’ con i miei vicini. I blasfemi eostengono che l’odore non e’ piacevole per loro. Devo forse percuoterli?
    3. So che posso avere contatti con una donna quando non ha le mestruazioni (Lev.15: 19-24.). Il problema e’: come faccio a chiederle questa cosa? Molte donne si offendono…
    4. Lev. 25:44 afferma che potrei possedere degli schiavi, sia maschi che femmine, a patto che essi siano acquistati in nazioni straniere. Un mio amico afferma che questo si puo’ fare con i filippini, ma non con i francesi. Puo’ farmi capire meglio? Perche’ non posso possedere
    schiavi francesi?
    5. Un mio vicino insiste per lavorare di Sabato. Esodo 35:2 dice chiaramente che dovrebbe essere messo a morte. Sono moralmente obbligato ad ucciderlo personalmente?
    6. Un mio amico ha la sensazione che anche se mangiare crostacei e’ un abominio (Lev. 11:10), lo e’ meno dell’omosessualita’. Non sono d’accordo. Puo’ illuminarci sulla questione?
    7. Lev. 21:20 afferma che non posso avvicinarmi all’altare di dio se ho difetti di vista. Devo effettivamente ammettere che uso occhiali per leggere…. La mia vista deve per forza essere 10 decimi, o c’e’ qualche scappatoia alla questione?
    8. Molti dei miei amici maschi usano rasarsi i capelli, compresi quelli vicino alle tempie, anche se questo e’ espressamente vietato dalla Bibbia (Lev 19:27). In che modo devono esser messi a morte?
    9. In Lev 11:6-8 viene detto che toccare la pelle di maiale morto rende impuri; per giocare a pallone, debbo quindi indossare dei guanti?
    10. Mio zio possiede una fattoria. E’ andato contro Lev. 19:19, poiche’ ha piantato due diversi tipi di ortaggi nello stesso campo; anche sua moglie ha violato lo stesso passo, perche’ usa indossare vesti di due tipi diversi di tessuto (cotone/acrilico). Non solo: mio zio bestemmia a
    tutto andare. E’ proprio necessario che mi prenda la briga di radunare tutti gli abitanti della citta’ per lapidarli come prescrivono le scritture?
    Non potrei, piu’ semplicemente, dargli fuoco mentre dormono, come simpaticamente consiglia Lev 20:14 per le persone che giacciono con consanguinei?
    So che Lei ha studiato approfonditamente questi argomenti, per cui sono sicuro che potra’ rispondermi a queste semplici domande.
    Nell’occasione, la ringrazio ancora per ricordare a tutti noi che la parola di Dio e’ eterna e immutabile.
    Sempre suo ammiratore devoto! “

  18. non so con che spirito il papa abbia agito,ma pur non interessandomi a fondo di queste cose mi risulta difficile credere che sia stato un gesto eseguito per esprimere consenso e approvazione.
    tuttavia se anche lo fosse, io personalmente non lo trovo un grande male,e non per altri motivi se non che se il papa non avesse fatto tanto clamore io non sarei venuto a sapere della situazione politica dell’uganda,non avrei potuto firmare la petizione e non avrei potuto esternare la mia indignazione per una legge che dilania la dignità sociale di un paese che,come tanti,non si merita i propri governanti.
    ritornando al discorso anticlericale,come già detto la Chiesa è formata sopratutto dai fedeli,che per lo più non sono stupidi. Il problema delle persone che pensano è che non cercano di fare notizia,e sembreranno sempre una minoranza.La maggioranza apparente dei fedeli porta avanti la morale sbagliata. Ciò non toglie che anche la maggioranza apparente degli anticlericali spesso argomenta la propria avversione in maniera molto mediocre e poco approfondita. Questo porta le due fazioni a scontri di infinite incomprensioni perchè i messaggi dell’una e dell’altra fazione verranno sempre portati avanti da persone che fondamentalmente non li hanno capiti affatto (parlo di atei e fedeli,non di teologi o sacerdoti o altro).
    tuttavia i fedeli dovrebbero ricordarsi dell’insegnamento di Cristo, e gli anticlericali dovrebbero conoscerlo prima di giudicarlo. e qui parlo di religione e di Chiesa intesa come gruppo di persone.
    la chiesa come istituzione,purtroppo, è tutt’un’altra cosa…anche se ritornando un’ultima volta sull’argomento,credo che dietro il gesto del papa quantomeno non ci sia superficialità,e nemmeno avversione alla vita. Ricordiamoci che ne abbiamo letto superficialmente solo una parte che è stata ben contestualizzata e che lasciava facilmente intendere a una lettura ancora una volta superficiale che il papa avesse appoggiato la politica di Kadaga , ma questo io non lo trovo scritto.
    Mi auguro soltanto che lo scandalo si sposti da “analizziamo il gesto del papa” a fermiamo DEFINITIVAMENTE l’azione di Kadaga che perdura a quanto leggo da diversi anni..e non oso immaginare come sia la situazione nel paese che la supporta e sostiene.
    Esprimo solidarietà a una popolazione che spero riesca a scrivere la propria costituzione nel rispetto e nella dignità del prossimo.
    almeno una ce ne vorrebbe
    Emanuele

    • Egregio Signore, Signara,

      La versione fornita dal Vaticano riguarda esclusivamente un loro punto di vista.

      La prego di rispettare il mio lavoro di giornalsita e la mia serieta’ nello svolgerlo, essondo il sottoscritto non legato a logiche di potere, messaggi politici e cartelli.

      Le notizie pubblicate si rifanno alla rigida logica anglossone di verificare le fonti e la veridicita’ di esse.

      Inoltre vivo a Kampala Uganda.

      Concludendo, come giornalista attacato al princio di libera informazione rispetto la versione offerta dal Vaticano considerandola un loro punto di vista.

      Ovviavmento pretendo il rispetto nei confronti del mio lavoro eseguito giornalmente con coscienza e professionalita,.

      Distinti Saluti

  19. Pingback: tolleranza, comprensione, accoglienza, ecc. …. ma mi facci(a) il piacere….. | La Mia Notizia - Citizen Journalism in Italia

  20. Le unioni civili tra persone dello stesso sesso da qualche anno accendono il dibattito politico e sociale nel nostro paese, un confronto spesso animato tra laici e cattolici, tra progressisti e conservatori.
    Pur non entrando nel merito e rispettando le diverse opinioni sull’argomento, credo che definire le unioni tra gay una “offesa contro la verità della persona umana e una ferita grave inflitta alla giustizia e alla pace” sia davvero molto grave. Ed è ancor più drammatico visto che a pronunciare queste ignobili parole sia stato proprio il Papa, colui che per la Chiesa romana rappresenta il successore di Pietro, il pastore di Cristo. E allora mi piace pensare che milioni di persone nel mondo desiderano una Chiesa diversa da questa; credano in un Dio di amore e tolleranza, di pace e giustizia assai lontano dalle parole offensive espresse dal Papa.
    In un momento storico assai difficile come quello che l’intera umanità sta attraversando, fatto di tante ingiustizie sociali, segnato da guerre e dalla morte di migliaia di innocenti, di tantissimi bambini che continuano a morire di malattie e di fame, asserire che le unioni gay rappresentano una grave ferita alla giustizia e alla pace, sono parole che alimentano sentimenti di odio, razzismo e inaudita intolleranza, veri fattori di rischio per la pace.
    Come si può dichiarare che l’amore, che le unioni diverse da quelle di un uomo e di una donna siano una minaccia alla pace? Forse era intenzione del Papa distogliere l’attenzione dell’opinione pubblica dagli scandali di una Chiesa che a parte le autentiche testimonianze di fede, è colma di squallidi preti pedofili che abusano di innocenti ragazzi nelle oscure sagrestie? Forse era intenzione del Papa distrarre i fedeli dagli scandali legati a prelati di facili costumi o dediti a rapporti sessuali a pagamento? Oppure semplicemente era un modo per spostare l’attenzione dal potere economico e politico della Chiesa, verso chi vive una condizione di diversità che spesso determina una situazione di disagio sociale per la mancanza di tutele civili?
    No! Probabilmente è l’ennesima arrogante manifestazione di un Papa che rappresenta una Chiesa attraversata da una infelice “crisi morale” e sempre più incapace di interpretare coerentemente gli insegnamenti del Vangelo, o a testimoniare l’amore, l’umiltà e la tolleranza di Dio.
    Così facendo sono certo che il divario tra fede e religione sarà sempre più profondo e incolmabile.
    Nel frattempo mercoledì 13 dicembre scorso è arrivata la benedizione di Papa Ratzinger per Rebecca Kadaga, ospite in Vaticano insieme ad una delegazione di giudici Ugandesi. Rebecca Kadaga, insieme al parlamentare David Bahati, è la promotrice della riforma dell’attuale legge contro i “comportamenti sessuali devianti”: omosessualità e bisessualità.
    La proposta di legge, in discussione nel Parlamento dell’Uganda dal 15 dicembre scorso, intende introdurre il concetto di malattia mentale per l’omosessualità e la pena di morte o l’ergastolo per i gay recidivi.
    La Kadaga ha già promesso che questo sarà il «suo regalo di Natale» alla popolazione e con la benedizione papale ciò avrà ancora più “valore”. Auguri “Santo Padre”, nella speranza che questo Natale colmi il suo cuore di amore e tolleranza!

  21. ricevere, benedire e stringere la mano a chi vuole uccidere delle persone che hanno solo la colpa di essere nati con una diversa tendenza sentimentale (cioè innocenti), è come ricevere, benedire e stringere la mano a chi vuol uccidere chi è nato nero.

  22. Pingback: Benedizione papale indiretta alla pena di morte… « We Neanderthal

  23. RICORDIAMOCI CHE E TEDESCO POI VOLEVO SAPERE VALE ANCHE PER I PRETI LA PENA DI MORTE???????????? MI SEMPRA CHE CERA ANCHE MISCHIATO SUO FRATELLO NEI CORI BIACHI O E STATTO IN FOSATO TUTTO COME SEPRE?????????

    • Caro anonimo CG,

      Dinfendo la tua liberta’ di opinione ma ti invito a non offendere la mia professione di giornalista nascondendoti dieto l’anonimato. Ho letto l’articolo di difesa che hai gentilemente riportato. Purtroppo la notizie e’ confermata anche da altri giornali e settimanali africani. In piu’ nel giugno 2012 il massimo esponente del Vaticano in Uganda ha personalmente scritto al Presidente Museveni per richiedere di accellerare l’accettazione della legge, che ripeto, prevede la pena di morte o l’ergastolo e in alternativa (se non passa) l’ergastolo.

      Se ti vuoi aggiornare leggi l’ultimo mio articolo sull’argomento: https://fulviobeltramiafrica.wordpress.com/2012/12/17/336/

      Ciao.

      P.S. la prossima volta firmati e non tenerti anonimo.

  24. loooooooottttttaaaaaaaa..a prescindere dalla fede in cui uno crede e che pratica, la pena di morte è una barbaria che non si deve augurare a nessuno..forse solo ai pedofili….vabbè che in chiesa vengono accolti a braccia aperte anche rappresentanti della mala vita organizzata, di cui si conosce nome e cognome..e mi voglio fermare qui con gli esempi, altrimenti mi cresce di nuovo la barba…ma si sa basta che uno si penta in punto di morte ed è lindo e pulito come lavato con perlana 😉 p.s questo post contiene pubblicità occulta 😀

  25. Sugli omosessuali giova invece ricordare le parole del Papa espresse in “Luce del mondo”, il suo famoso libro-intervista:

    “Gli omosessuali sono persone con i loro problemi e le loro gioie, e alle quali, in quanto persone, è dovuto rispetto, persone che non devono essere discriminate perché presentano quelle tendenze. Il rispetto per la persona è assolutamente fondamentale e decisivo.”

    Il Papa dice che i gay non devono essere discriminati. Ma se si riconosce giuridicamente l’unione tra 2 uomini si attenta ai principi naturali che come lui sottolinea non sono verità di fede ma connaturate alla natura umana. Il matrimonio tra uomo e donna. Rispetto per le persone e non devono essere discriminati. Ma non si possono sposare ne si possono difendere dalla violenza omofoba (mi sbaglio o i cattolici di destra sono stati in prima linea a non volere la legge sulla violenza omofoba?). Affermare che non si vuole discriminare il gay e poi concretamente discriminarlo vuol dire discriminare una persona che ha tendenze sessuali diverse. A proposito ma il Papa cosa ne pensa di Berlusconi e la sua fidanzata di 26 anni dai saldi principi morali? ha fatto la benedizione?

  26. Trovo strano che il Santo Padre abbia proferito parole di plauso all’iniziativa della first lady ugandese, così strano che mi verrebbe la voglia di chiedere: ma parliamo di gay musulmani o cristiani. Sì, una vera stupidità. Ma non fu Cristo a chinarsi e a far redimere l’adultera che stava per essere lapidata? Come mai il Capo della Chiesa si produrrebbe in una simile performance facendo venire meno l’immagine del Suo ufficio che ha nell’amore per il diverso un pilastro fondante del credo cristiano? Se una simile ipotesi fosse vera sarei veramente preoccupato. Non aggiungerei altro, per il momento.

    • Caro Fernando,

      una precisazione. Non e’ la First Lady. Rebecca Kadaga e’ il Portavoce del Paramento. Il Santo Padre non ha proferito parole a favore o contro. Ha benedetto Kadaga, promotrice della contestata legge. La bebedizioni e’ stata organizzata con tanto di fotografi uccialia (come si vede anche nelle fotografie) e adetti stampa dei media ugandesi. E’ qui il problema, Benedetto XVI con il suo gesto ho supportato indirettamente la legge sapendo chi era Kadaga.

      Il Vaticano afferma che si e’ trattato di un baciamano durato 30 secondi.

      La discussione della legge e’ rinviata al prossimo febbraio.

      Ciao

  27. Il Papa appoggia la pena di morte? Ma per piacere. Se volete attaccarlo fate pure, liberissimi, ma con un minimo di decenza, e con qualcosa che anche qualcun’altro possa credere. Sparare col cannone a qualsiasi cosa si muova non è una maniera per far circolare (e possibilmente sviluppare) le idee.

  28. Pingback: La fine del nostro mondo e, forse, l’inizio di uno nuovo. « AcrossAlive

    • Egregio anonimo,

      La notizia e’ stata pubblicata sul mio blog personale che e’ gratuito e privo di link pubblicitari giusto per dovere di cronaca.

      Se questa e’ stata ripresa a livello nazionale non rientrava nei miei intenti originali.

      La notizia e’ basata su dati di fatto, e fonti oggettive.

      Ultima considerazione. Chissa’ perche’ gli insulti ricevuti (per fortuna pochi) sono sembre firmati da anonimi.

      Ma, forse, questo spiega lo scarso spessore ed importanza…

      La saluto cordialmente, caro anonimo

      • Caro Beltrami,
        proprio lei che scrive (e diffonde a livello nazionale, a quanto mi dice) falsità e calunnie viene a parlare a me di “scarso spessore e importanza”…a Napoli si dice: ma non tiene proprio vergogna! Io ho un blog mio qui su WordPress ma non ho mai diffuso false notizie, il mio anonimato quindi è innocente, la sua “notorietà” invece non è coraggio ma solo mancanza di pudore. Per inciso, in ultimo, io non l’ho insultata, ma ho solo descritto ciò che lei ha fatto, ovvero opera di disinformazione. Lei e i suoi followers boccaloni potete andare a leggervi quando volete l’articolo che ho linkato sul blog “Campari e De Maistre”, capisco che l’ideologia vi risulti più dolce della banale e cruda verità, ma anche alla dieta più ferrea ogni tanto si fa un’eccezione.

      • Egregio anonimo,

        La ringrazio della diffamazione gratuita della mia persona e professionalita’. Ma nel nostro mestiere dobbiamo tener conto di queste episodi deplorevoli. Come la storia insegna, gli individui totalitari come si dipinge lei stesso con i suoi commenti, in una moderna e civile societa’ democratica attuono la loro violenza verbale nascondendosi dietro l’anonimato. In societa’ piu’ arcaiche se arrivano a detenere il potere, esercitano la loro violenza fisica abbandonando l’anonimato e curando all’estremo il culto della personalita’. Mi rincuora la consapevolezza che purtroppo per lei e per fortuna della maggioranza dei cittadini, viviano in un mondo civile. Per i regimi totalitari ormai non c’e’ piu’ spazio nemmeno in Africa.

        Distinti Saluti

      • Tolto il fatto che sta farneticando (totalitarismi? culto della personalità? ma di che parliamo?!), se lei sapesse il mio nome questo cosa aggiungerebbe o toglierebbe al fatto che lei ha diffuso una notizia falsa, tendenziosa e calunniatoria? Da quando la democrazia equivale alla libertà di diffamare? Per inciso, posso capire che il mestiere di diffamare lo vogliate tenere solo per voi, facendone esercizione esclusivo su chi vi pare e piace, ma poi far le vittime appena si riceve una critica o un’obiezione da chi idiota non è mi sembra quantomeno infantile. Pansa ha definito “carta straccia” il potere inutile dei giornalisti italiani; mi sembra che questo articolo corrisponda a tale profilo.

  29. Pingback: Politica, Società e Cronaca • Il Papa benedice la Pena di Morte per i gay | Evercomics

  30. Conosco l’ Uganda per averci vissuto un anno una decina di anni ed aver continuato a segurlo con interesse perché per storia ed attualita e’ un paese speciale. Trovo l’ articolo positivo per aver informato su dei fatti oggettivi che vanno denunciati. Tra l’ altro la realtà ugandese e’ da te conosciuta e scrivi da quel fronte. Forse alcune descrizioni dell’ Uganda sono troppo ottimistiche ,ma non vi sono travisamenti o bugie. Trovo di molto basso livello alcuni commenti ed ammirevole la tua pazienza a rispondere.

    • Caro Francesco,

      Ti ringrazio del commento. Purtroppo alcuni commenti sono deplorevoli sia da parte di cattolici che da parte di laici. Vanno dalla negazione del fatto e la calunnia alla mia professionalita’ all’odio e insulto verso Chiese e credenti. Questo, a mio avviso, e’ sintomo di un malessero profondo nei rapporti Vaticano societa’ nonostante gli sforzi effettuati dalla Santa Chiesa per proporre un volto nuovo che, putroppo si basa su manipolazioni dell’informazione per un’opera di maquillage della vera essenza fondamentalista, pericolo insito in ogni religione e ideologia. Ti invito a seguirmi anche su L’Indro (wwww.lindro.it) dove collaboro. Se vuoi scrivermi personalmente questo e’ il mio email: fulviobeltramilidro@gmail.com

      Ciao

      • Caro Fuvio,
        Grazie a te e ai contatti che mi hai fornito. Ti scriverò senz’ altro. Ho in programma, se mi danno in visto di andare in Eritrea per vedere, scrivere e fotografare anche. Buon lavoro ed un’ augurio per un felice 2013

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