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La missione di pace delle Nazioni Unite in Congo (MONUSCO) ha accusato il movimento ribelle ARC-M23 di aver sparato su due elicotteri ONU.

L’incidente é avvenuto il 26 dicembre verse le 20:00 (ora locale) nei pressi di Kikumba e Kanyamahoro, località controllate dalla ribellione congolese. I due elicotteri MONUSCO sono stati presi di mira  durante una missione  ricognitiva di routine. Non si segnalano casualità tra l’equipaggio a bordo.

É la seconda volta che gli elicotteri ONU sono deliberatamente presi di mira dai ribelli M23 durante il mese di dicembre,. Questi elicotteri non trasportano soldati né armi e munizioni. Sono normalmente utilizzati per evacuazioni sanitarie di caschi blu e civili. La MONUSCO ricorda che i caschi blu sono al servizio della pace. Tutti gli attacchi contro di loro costituiscono un crimine di guerra.”, cita il comunicato della MONUSCO pubblicato il 29 dicembre 2012. Il Governo Congolese ha minacciato di tradurre in giustizia i responsabili.  Nessun commento dell’incidente é pervenuto dagli organi di stampa della ribellione.

Secondo fonti locali gli elicotteri ONU non avrebbero informato il comando militare del ARC-M23 del motivo della loro missione e sarebbero stati presi di mira dai miliziani che sospettano attività di ricognizione visiva delle loro postazioni effettuate dalla MONUSCO per conto dell’esercito regolare. Vi é da notare che la missione non ha alcun obbligo ufficiale di informare il movimento ribelle ma solo le autorità congolesi.

La ribellione non ha rispettato gli accordi di Kampala che prevedevano il ritiro dal capoluogo del Nord Kivu, Goma conquistata a metà novembre, posizionandosi a meno di 10 km dalla città e non a 20 come richiesto dalla Conferenza Internazionale della Regione dei Grandi Laghi (ICGLR). Il mancato rispetto degli accordi viene registrato anche da parte del Governo di Kinshasa e della stessa ICGLR, creando una situazione instabile nella regione.

L’esercito regolare (FARDC) ha ripreso il controllo di Goma violando le disposizioni di inviare due sole compagnie, una in città e l’altra all’aeroporto. La ICGLR ha disatteso la promessa di inviare entro la fine di novembre un primo contingente della forza africana neutra con il compito di interporsi ai belligeranti e di monitorare la situazione assieme alla MONUSCO. Fino ad oggi non si conosce quando attivata la forza neutra e di quale mandato sarà dotata.

Dopo la sospensione degli accordi di pace tra Governo e M23 per la pausa natalizia, i comandanti della ribellione hanno decretato lo stato di massima allerta temendo una offensiva della FARDC. I colloqui di Kampala, durati due settimane e fortemente criticati dall’opposizione congolese e dalla società civile, si sono conclusi con la mancata firma di una tregua causa rifiuto della delegazione governativa.

I rapporti  tra ARC-M23 e MONUSCO si sono ulteriormente deteriorati con la decisione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite di applicare nuove sanzioni al movimento ribelle rivolte contro il leader politico il Vescovo Jean-Marie Runiga Lugerero e il Tenente Colonnello Eric Badege, sospettato di violenze sulla popolazione civile. Le nuove sanzioni si aggiungono a quelle imposte nel novembre scorso nei riguardi dei leader militari ribelli: Sultani Makenga, Baudoin Ngaruye e Innocent Kaina.

Le sanzioni colpiscono anche la milizia genocidarie hutu FDLR che dal novembre scorso ha lanciato due attacchi in territorio Rwandese respinti dall’esercito. La FDLR dal 1998 combatte il Governo di Kigali con l’obiettivo di restaurare il precedente governo razziale e terminare l’olocausto del 1994.

Il Consiglio di Sicurezza, sotto diretta pressione degli Stati Uniti e il tacito consenso della Francia, ha evitato di inserire nelle sanzioni Rwanda e Uganda sospettati di sostenere la ribellione all’est del Congo. La presenza del esercito ruandese all’est del Congo e l’influenza che detiene l’Uganda sulla ribellione rafforzano questi sospetti. Il Rwanda  ha assunto il ruolo di membro non permanente del Consiglio di Sicurezza il 25 dicembre 2012.

Gli Stati Uniti ritengono improduttive sanzioni contro i due paesi individuati come i principali attori regionali per la risoluzione della crisi. Il Rwanda sarebbe stato addirittura individuato come un elemento fondamentale nel rafforzamento della democrazia nella Repubblica Democratica del Congo, secondo quanto scaturito dal colloquio telefonico tra i Presidenti Barak Obama e Paul Kagame avvenuto il 18 dicembre 2012.

Lo Stato Maggiore dell’esercito congolese ha accusato il ARC-M23 di aver formato una alleanza con le milizie FDLR per aumentare il controllo territoriale all’est del paese. Accusa poco credibile essendo le FDRL, assieme le milizie congolesi Mai Mai, le uniche forze militari che il Governo di Kinshasa ha potuto utilizzare durante questi mesi in contrapposizione alla ribellione visto la situazione di forte degrado delle forze armate.

Queste milizie regolarmente ricevono fondi e armi dal Governo, come appurato dalle indagini svolte dalle Nazioni Unite. Dal 2010 vi sono forti sospetti di collaborazione con la Famiglia Kabila nello sfruttamento e commercio illegali delle miniere presenti nei territori sotto il loro controllo.

Fulvio Beltrami

Kampala Uganda

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