Home

images

Moses Walubiri giornalista esteri del quotidiano New Vision Uganda

Titolo originale: “Superpowers clash over Syria” pubblicato sulla pagina esteri di New Vision edizione di domenica 01 settembre 2013.

Un anno fa mentre il conflitto in Siria stava aumentando senza vincitori crebbe un coro di richieste di un intervento militare straniero in favore della ribellione e il Presidente americano Barak Obama avvertì il regime di Assad di non oltrepassare la linea rossa con l’uso dell’arsenale di armi chimiche.

La scorsa settimana Obama ha deciso che la linea rossa é stata oltrepassata quando Damasco ha fatto uso delle armi chimiche contro i civili. Un atto codardo e odioso che ha fatto scatenare i tamburi di guerra dell’Occidente.

L’attacco, che avrebbe ucciso oltre 300 persone é stato documentato con drammatiche scene di corpi senza vita di bambini. Riprese di grande maestria che risultano non spontanee ma efficace per toccare i cuori europei e americani.

Nonostante che le Nazioni Unite abbiano inviato ispettori a verificare se realmente sono state utilizzate armi chimiche e chi sono i colpevoli, il Segretario di Stato John Kerry ha accusato il regime di Assad di aver ucciso i civili come vermi affermando che le immagini trasmesse parlavano da sole.

Cosa abbiamo visto in Siria la scorsa settimana sconvolge le coscienze di tutto il mondo e oltrepassato ogni codice morale”, afferma Kerry in un’intervista condotta dal Editore della BBC Nord America Mark Mardell condotta lunedì 26 agosto 2013.

Senza commettere errori il Presidente Barak Obama crede che occorre punire chi ha fatto uso della più ignobile arma contro i più vulnerabili esseri umani al mondo”, aggiunge Kerry.

Con il richiamo del veterano senatore repubblicano dell’Arizona ed ex candidato presidenziale John McCain ad una energica risposta all’attacco, lo stadio dell’intervento americano ha già raggiunto il punto massimo mediatico ed é pronto a tramutarsi in realtà inserendosi nel complicato contesto della guerra civile in Siria che ha creato tre milioni di rifugiati e ucciso oltre 100.000 persone.

Quindi quale sarà il futuro dell’Occidente in questo intricato conflitti combattuto da una miriade di attori: dai Mujahedeen ai soldati di fortuna?

Obama é pronto ad aprire un altro fronte in Siria, dopo appena due anni dal disastroso ed evitabili conflitto Iracheno e con i soldati americani ancora impegnati in combattimento in Afganistan?

L’Amministrazione Obama sta lottando contro la più lunga crisi economica degli ultimi sessanta anni quindi é comprensibile che il Presidente, nonostante i discorsi ufficiali, sia titubante nel far sprofondare l’America in un’altra guerra che prosciugherá le casse statali.

“L’emotività ci spinge ad un’azione immediata, ma se qualcosa dovesse andar storto ci troveremmo in una difficile situazione”, ha confidato Obama la scorsa settimana alla Reuter, differenziandosi dal suo precedessore George Bush, che ordinò la guerra in Iraq senza un mandato ONU pisciando sopra la legge internazionale.

Se gli Stati Uniti attaccassero un altro paese senza il mandato delle Nazioni Unite e senza evidenti prove si aprirebbero serie domande sul rispetto della legge internazionale”, afferma Obama, sollevando dubbi sulla necessità di questa guerra.

Nonostante che la Francia si dichiara pronta a sostenere un attacco militare il Parlamento Britannico ha votato contro impedendo all’Inghilterra di prender parte alla guerra contro la Siria. Prudenti sono anche altri paesi europei membri della NATO in estrema difficoltà con una economia collassata come Spagna Portogallo e Grecia. L’ultima cosa che questi paesi desiderano é di spendere le loro ultime risorse finanziarie in una guerra dagli esiti imprevedibili.

Dal l’altro campo Russia e Cina, instancabili benefattori della Siria, si sono chiaramente opposti ad ogni azione militare.  Yuri Ushakov, consigliere del Presidente Vladimir Putin ha sottolineato che l’attacco aumenterebbe le tensioni regionali e minerebbe le possibilità della soluzione della guerra civile.  Il Ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov ha ricordato alla Casa Bianca di non ripetere l’errore commesso in Libia quando la NATO oltrepassò il mandato ricevuto di imporre una non fly-zone, iniziando a bombardare Muammar Gaddafi per abbattere il suo regime.

In questa ginnastica diplomatica Russia e Cina vogliono attendere il rapporto degli ispettori ONU, sottolineando che l’attacco al Iraq motivato dalla presenza di armi chimiche é risultato un grande inganno costruito dai servizi segreti anglofoni. Contrariamente a Stati Uniti e Gran Bretagna, la Russia insiste che non vi sono ancora sufficienti prove per affermare che Assad abbia usato armi chimiche affermando che l’attacco potrebbe essere stato opera dei ribelli siriani.

Essendo il più importante fornitore di armi al regime di Assad ed avendo una strategica base navale in Siria, é comprensibile che la Russia abbia come priorità quella di impedire un coinvolgimento degli Occidentali.

Nonostante le dichiarazioni di Washington e Brussels che il regime di Assad abbia oltrepassato il Rubicone con l’attacco chimico, una guerra totale in Siria sembra alquanto improbabile. Una dimostrazione di forza usando attacchi aerei forse poco efficaci sembra la carta giusta.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...