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Stamattina la capitale  della Somalia é stata vittima di un altro attentato terroristico attuato dalla milizia islamica Al-Shabaab.

Due violentissime esplosioni presso il Teatro Nazionale hanno provocato la morte di 18 persone. La prima bomba era nascosta in un veicolo parcheggiato vicino al ristorante The Village giá vittima di un attentato terroristico nel settembre 2012. La seconda bomba é stata fatta esplodere pochi minuti dopo la prima da un kamikaze che si é gettato sulla folle che stava scappando.

L’attentato é stato preceduto da quello contro il convoglio del Presidente Hassan Sehikh Mohamud avvenuto il 4 settembre presso il villaggio di Buffow, vicino alla cittá di Merca, ex roccaforte di Al-Shabaab riconquistata una nno fa dalle forze della missione di pace dell’Unione Africana AMISOM.  La pronta risposta dei soldati ugandesi e somali che componevano la scorta presidenziale ha impedito ai terroristi di assassinare il Presidente che é uscito incolume dall’attentato

Questo é il secondo tentativo in ordine di importanza di assassinare Hassan Sheikh Mohamud. Il primo avvenne a Mogadiscio nel 2012 una settimana dopo la sua investitura alla guida del martoriato paese del Corno d’Africa.

Questo nuovo attentato riporta l’attenzione regionale sulla capacitá di affrontare le azioni terroristiche in ambiente urbano da parte delle forze africane AMISOM. Anche le migliori truppe composte dai soldati ugandesi, non sono preparate ad affrontare in modo efficace la minaccia terroristica urbana. Le forze speciali degli Stati Uniti stanno addestrando i soldati ugandesi e burundesi per migliorare le loro prestazioni nelle attivitá anti terroristiche.

L’ondata di attacchi terroristici di Al-Shabaab sembra non impedire  la volontá del Governo e del popolo somalo a ristabilire la pace e il progresso nel martoriato paese che dal 1991 ha conosciuto solo guerre civili.

Nonostante che la milizia Al-Shabaab controlli ancora alcuni territori nelle zone rurali del sud e centro Somalia e nelle zone montane del nord situate nella regione semi autonoma del Puntlandan, il Presidente Hassan Sheikh Mohamud é intenzionato a ricostruire il tessuto politico sociale ed economico della Somalia teatro di una sanguinosa guerra civile dalla caduta del regime di Siad Barre avvenuta nel 1991.

La diaspora somala sta progressivamente rientrando dai paesi europei, Stati Uniti e Canada per partecipare alla ricostruzione del paese. Rimane irrisolto il problema delle centinaia di profughi rifugiati nei paesi vicini, soprattutto in Kenya. Nonostante i programmi di rientro i profughi non si sentono sufficientemente tutelati a causa della situazione ancora volatile nel paese.

La missione di pace AMISOM dopo aver registrato importanti successi nel 2012, liberando  la capitale e le principali città, ora deve affrontare l’ultima fase del suo mandato: liberare l’intero paese sconfiggendo i terroristi islamici supportati dalla cellula Magrebina di Al-Shabaab. Contemporaneamente alla preparazione di offensive militari, il contingente AMISOM deve fronteggiare la nuova e temibile tattica di Al-Shabaab: quella di lanciare imprevedibili quanto mortali attentati urbani. Questo é l’aspetto più difficile della nuova missione del contingente africano di pace. Anche le migliori truppe composte dai soldati ugandesi, non sono preparate ad affrontare in modo efficace la minaccia terroristica urbana.

Il Presidente Hassan Sheikh Mohamud ha annunciato ai media internazionali la sua intenzione di indire libere elezioni per il 2016. In un discorso pronunciato durante la conferenza di riconciliazione avvenuta a Mogadiscio un giorno prima del fallito attentato, il Presidente ha assicurato che: “Al termine del mandato il Governo Federale non tenterá di assicurarsi una estenzione come hanno fatto i precedenti governi ma si confronterà in libere e trasparenti elezioni”.

Hassan Sheikh Mohamud, un uomo sconosciuto dal etablishement politico e clanico del paese che ha collaborato per anni con le agenzie umanitarie ONU, fu eletto a Presidente della Somalia del 2012 dai rappresentanti dei vari clan somali. La popolazione non partecipò al voto non essendoci le condizioni di sicurezza necessarie per assicurare libere elezioni su tutto il territorio nazionale. Hassan Sheikh Mohamud, nonostante i continui attentati alla sua vita, ha tre obiettivi da raggiungere: pacificare la Somalia, ricostruire il tessuto socio economico con l’aiuto dei paesi africani e convincere lo stato indipendente della Somaliland e della regione semi autonoma del Puntland di raggiungere lo Stato Federale. Allo stesso tempo nutre anche un sogno: indire le prime elezioni libere in Somalia dopo l’indipendenza dal colonialismo italiano.

Fulvio Beltrami

Kampala Uganda

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