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Dalle precedenti reazioni dei vari promotori della trasmissione Mission si poteva preventivare un atto disperato da qualcuno di loro. A compierlo é stata la società di comunicazioni Dinamo Srl incaricata dalla RAI di registrare e montare le varie puntate di questo Reality Show nei paesi del Terzo Mondo.

La società in data 02 dicembre 2013 ha inviato una lettera raccomandata alla redazione di African Voices diffidando il Direttore Responsabile di “ritirare e cancellare senza indugio” il video della puntata girata in Congo dove hanno partecipato i due VIP Paola Barale e il Principe Emmanuele Filiberto Di Savoia. La lettera, firmata dall’Amministratore Unico Dottor Roberto Baratta, avverte: “in mancanza di immediato riscontro, ci vedremo costretti a rivolgerci al giudice competente per tutelare i nostri diritti

Quale é stato l’infame reato commesso da African Voices? La lettera ha il pregio di entrare nel cuore del problema, fino ad ora é stato considerato tabù dagli altri associati: la pubblicazione del video “arreca alla scrivente società e alla committente un grave danno patrimoniale e d’immagine”.

Finalmente! Ringraziamo la società Dinamo Srl per la sua sincerità nel chiarire cosa é veramente importante in tutta questa buffonata di Mission: il ritorno economico. Far conoscere la realtà dei profughi al pubblico italiano é semplicemente un specchietto per le allodole.

Non ci meraviglia questa minaccia poiché é in linea con la logica di scontro e la morbosa volontà dimostrata fin dall’inizio di annientare il nemico, azzittire ogni voce indipendente, contraria, critica. Né ci meraviglia che la Dinamo Srl abbia voluto comparire sul palcoscenico ora quando dal 18 ottobre 2013 ha sistematicamente ignorato le nostre richieste di delucidazioni in merito all’inchiesta condotta in Africa sulla trasmissione come la fitta documentazione in nostro possesso dimostra.

La Dinamo Srl ha chiesto di eseguire una atto che forse é divenuto normale nell’Italia Berlusconiana: l’auto censura forzata. Un vero e proprio atto intimidatorio eseguito sul soggetto da loro considerato “debole”. Altre illustre testate e giornalisti hanno scritto critiche ben più incisive. African Voices ha ritirato il video ponendo il cartello CENSURA poiché é una matura testata di informazione. Un’azione dovuta da una minaccia che rende ancora più chiaro lo stato in cui si trova la libera e professionale informazione nell’Italia, desormé, di regime.

 

dinamo2

Sarebbe stato molto interessante che African Voices avesse deciso di non ritirare il video. Si sarebbe aperta una battaglia legale tra il diritto di proprietá e il diritto di informazione. Una causa insostenibile anche per l’autorevole sito di informazione African Voices: essendo probabilmente senza fine e soprattutto costosa.

Perché African Voices? Perché colpire una rappresentanza del mondo dei blog, ormai unico spazio rimasto incontaminato dalla ridicola e scandalosa standardizzazione delle notizie nel nostro lontana patria?

Fin dall’inizio della discussione sulla trasmissione, nel luglio scorso, i promotori di questo “innovativo sperimento televisivo” hanno ripetuto che ogni giudizio era prematuro ed infondato senza vedere la trasmissione.

La richiesta delle ONG Italiane di visionare preventivamente il video é stata rifiutata, nonostante che il video della puntata zero, quello che non vedremo mai, era in possesso dei committenti, UNHCR e Intersos compreso, come dichiarato dalla Ong di Roma in un circolare ai suoi dipendenti all’estero nel luglio scorso. L’intento era di mettere tutti a fatto compiuto, per non disturbare le uniche due categorie privilegiate di Mission: le ditte acquirenti di spazi pubblicitari e il grande pubblico da cui si aspetta copiose donazioni sotto la spinta emotiva che i vari VIP sapranno creare tramite il loro camuffamento da profughi.

Ci pare alquanto strano che la Dinamo Srl vanti un danno di immagine. Si é pubblicato un loro prodotto integralmente così come ci é stato ricevuto da un anonimo che si comprende dalle sue numerose email é un cooperante di Intersos o lo é stato di recente.

Se vi é stato un danno patrimoniale o di immagine non é certamente dovuto dalla informazione professionale e veritiera su Mission ma dalla stessa natura contorta, perversa e subdola di questa ennesima trasmissione spazzatura che ha obbligato la RAI ad annunciare la totale assenza di spot pubblicitari durante la messa in onda di Mission. Fughe di notizie all’interno della RAI parlano invece del ritiro di importanti contratti di acquisto spazi pubblicitari da parte di grandi aziende italiane non certo desiderose che il loro nome e prodotti siano associati ad una trasmissione al quanto detestata e criticata, con un rischio ormai assicurato di mancato audience, che costringerà forse la RAI a fornire dati accuratamente modificati per salvare la faccia.

Dinamo Srl si posiziona come parte lesa di una vicenda che porta disonore all’Italia, senza però aver avuto  remore di accettare nelle lontane e selvagge terre africane le “soluzioni rapide” per raggirare leggi e controlli di Stati Sovrani al fine di poter girare in fretta le riprese poiché, si sá, il tempo é denaro e, in fondo, si trattava solo di paesi africani, poveri, in guerra civile…

L’atto compiuto non solo pare un sopruso ma un insulto alla libera informazione e al giornalismo. Concordiamo con quanto recentemente affermato da Eugenio Melandri: “in Italia il giornalismo, quello vero, é già stato insultato abbastanza”.

Forse questa società di comunicazione, diffidando African Voices ha pensato di colpire facilmente un’entità debole per ridurla al silenzio e piegarla alla volontà di chi non esita un solo istante a qualsiasi azione, anche illecita, pur di aumentare il suo patrimonio, compresa quella di sfruttare e far inconsapevolmente prostituire degli esseri umani che vivono in una tragedia da noi vissuta cinquanta anni fa e creata da altri personaggi, iniziando proprio con il reprimere la libertà di stampa e il libero pensiero.

Non mi interessa di occupare le mie energie intellettuali per lo squallido teatrino della politica italiana ma non trovo altre parole che l’aggettivo Fascista all’atto compiuto da questa Dinamo, che nei corridoi si mormora sia un potere forte con cui fare i conti.

L’Italia é un paese venduto, stuprato, da Terzo Mondo ma milioni di voci ancora trovano il coraggio di ripudiare questi poteri forti che intendono sopprimere con la forza e il terrore ogni voce critica, riportandoci indietro ad un ventennio che sembrava dimenticato.

Nonostante questo clima di censura degno dei peggiori regimi dittatoriali, la seconda parte dell’inchiesta su un altro potere forte: UNHCR sarà pubblicata comunque sul mio blog African Report, non per bramosia di fama presso una nazione governata da miseri poteri di chi da tempo ho preso le dovute distanze e non é l’epicentro della mia carriera giornalistica, ma per amore della libertà di informazione che nessun regime, fascismo o potere forte potrà mai sopprimere.

 

Fulvio Beltrami

Kampala Uganda

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2 thoughts on “Dinamo Srl diffida la libera informazione

  1. Ma come, tu spari a zero perché vuoi impedire alla RAI di mandare in onda il programma, e poi ti scandalizzi se la Dinamo, avendo prodotto il filmato e avendone i diritti d’autore, ti diffida dal renderlo pubblico senza autorizzazione? Ma che giornalista sei?

    • Caro Marco, con tutte i raggiri delle leggi dei governi del Congo e del Sud Sudan non mi sembra che la Dinamo sia una ditta professionale. Continua solo perche’ rientra nei poteri forti secondo informazioni di alcuni giornalisti italiani. In tutti i modi non e’ trasparente e la diffida del video, dopo dieci giorni che era in rete e’ da buffoni. Mi compiaccio perche’ Mission e’ stato economicamente fallimentare e questo si che vi brucia.

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