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Lo Stato di Israele sembra aver imboccato una via senza ritorno verso le forme più estreme di razzismo contro l’Africa. Dopo aver varato una nuova legge contro gli immigrati clandestini africani dove é previsto un anno di reclusione senza processo e aver rifiutato di commemorare la morte di Nelson Matiba Mandela, a Pnina Tamno Shata, deputa al Parlamento la Magen David Adom (l’equivalente israeliano della Croce Rossa) nega il diritto di contribuire alla banca del sangue a causa della sua origine etiope.

Secondo le direttive del Ministero della Salute, non é possibile accettare sangue proveniente da origini ebraiche – etiopi”, spiega il responsabile della Magen David Adom.

Immediate le reazioni di Shata, la prima donna di origini etiope eletta nel Knesset, il Parlamento Israeliano. “Ho 32 anni. Sono arrivata in Israele all’età d te anni. Ho effettuato il servizio militare ed ho due bambini. Non vedo alcuna ragione di subire un trattamento simile”, dichiara la deputa ai media nazionali.

Il rifiuto della Magen David Adom di ricevere in donazione il sangue della deputata etiope ha creato uno scandalo nazionale, sollevando l’indignazione dell’opinione pubblica e costringendo il Presidente Shimon Peres e il Primo Ministro Benyamin Netanyahu a condannare l’atto e a sostenere la deputata.

A livello giuridico la Magen David Adom non ha commesso alcun crimine o discriminazione razziale avendo seguito alla lettera la direttiva del 2011 redatta dal Ministero della Salute Pubblica che vieta di ricevere sangue da ebrei di origine etiope per evitare il rischio di contagio HIV/AIDS. Una vera e propria assurdità poiché come la Croce Rossa Internazionale anche la sua omologa israeliano sottopone i donatori ai test HIV per evitare contagi durante le trasfusione di sangue.

Secondo alcuni opinionisti le ragioni del rifiuto potrebbero riguardare il passato politico e l’impegno sociale della deputata Pnina Tamno Shata.

 

Membro del Yesh Atid, un partito centrista fondato d Yair Lapid nel 2012, Shata si é impegnata fin dall’adolescenza nella lotta contro i pregiudizi razziali in Israele. Nel 2012 la deputata si é opposta al progetto di legge di rendere obbligatoria la sterilizzazione delle donne etiopi cittadini israeliane o immigrate. Shata rivelò il progetto di legge tenuto segreto, al quotidiano Haaretz creando uno scandalo nazionale che obbligò il Governo Israeliano a ritirare la proposta di legge.

Gli ebrei di origine etiope sono stati considerati cittadini di Israele a tutti gli effetti nel 1975 dal Governo di Yitzhak Rabin. Attualmente sono 120.000 i cittadini israeliani di origine etiope. Il 50% di loro vivono al disotto della soglia di povertà assieme al 16% della popolazione israeliana.

Fulvio Beltrami

Kigali, Rwanda.

 

 

 

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