Home

Immagine

 

 “Madagascar, epidemia di peste bubbonica: 32 morti, 84 casi sospetti”, questa la notizia riportata da alcuni quotidiani italiani tra cui la Presse.it.

Questo tipo di notizie mi creano un forte disgusto che mi spinge a distanziarmi dal giornalismo sensazionale. Notizie simili rientrano nel quadro dell’informazione neo coloniale occidentale estremamente dannosa per l’Africa. Non é un caso che scrupolosamente mi astengo nel riportarle. Queste notizie rafforzano l’idea anacronistica di un Continente senza speranza afflitto da malattie mortali, fame, povertà e miseria, quando sempre più europei vi convergono inseguendo il sogno di un futuro negato nei loro paesi del Primo Mondo, creando il fenomeno di dimensione ormai visibile di “rifugiati economici” volutamente nascosto dai media occidentali.

I 84 casi di peste bubbonica in Madagascar tra cui si registrano 32 morti sono preoccupanti a livello sanitario ma ci si dimentica di informare che in Madagascar la sanità pubblica, seppur disastrata, é in grado di contenere l’epidemia con l’aiuto dell’Organizzazione Mondiale della Sanità. 

Nello stesso periodo del contagio in Madagascar si sono registrati vari casi di peste polmonare a Houston, Montgomery County, Texas che hanno portato a 4 morti.  

Qui si pone una domanda. Perché riportare i casi del Madagascar e non quelli del Texas? La risposta é sempre legata alle scelte editoriali e degli autori degli articoli: parlare di peste in Africa, rende maggiormente rispetto al Texas. Paradossalmente la notizia riguardante i casi di peste in Texas rischia di non essere considerata credibile. Stiamo parlando della Potenza Mondiale, degli Stati Uniti. Pochi di noi vengono informati che nella Terra dei Sogni ci sono realtà da terzo mondo ormai diffuse a circa un terzo della popolazione e che interi Stati sono in bancarotta. Gli Stati Uniti sono considerati uno dei paesi a maggior rischio di peste al mondo. Quanti di noi ne sono a conoscenza?  

Queste notizie non sono confinate ai casi di peste ma riguardano tutta la gamma di malattie e contagi. Ancora oggi, quando si parla di HIV/AIDS si individua l’Africa come l’epicentro del contagio, nonostante che i nuovi casi di contagi nei paesi africani arrivano al 7% e quelli in Europa a quasi 14%.

Parlare dell’Africa come un Continente in preda a malattie e sofferenze é il modo più facile per vendere una notizia e il metodo più sicuro per le organizzazioni umanitarie internazionali (italiane comprese) di attirare maggior fondi. Dal 1996 al 2006 si é volutamente gonfiato il numero di sieropositivi in Africa per attingere fondi per la prevenzione e la cura della malattia. Questa pratica é arrivata a degli estremi assurdi in cui i dati erano facilmente confutabili costringendo le ONG, Agenzie ONU e gli stessi Governi Africani che hanno allegramente speculato, a fornire dati più reali con una media di contagio inferiore a quella Europea. Ancora piú deleterio é la realizzazione di questi articoli, spesso un mero copia e incolla o una traduzione di notizie fornite da giornali stranieri visto che i reporter italiani in Africa sono pressoché inesistenti.

Queste notizie sanitarie allarmanti e sensazionali, sono preziose per attirare il lettore, senza preoccuparsi dei devastanti effetti collaterali primo di tutto il rafforzarsi dell’immagine negativa dell’Africa. La loro efficacia é indiscutibile. Cucuzza e la De Rossi nel agosto settembre 2012 ottennero ottimi introidi nel diffondere a vari giornali scandalstici italiani la falsa notiza del contagio dell’ebola durante la registrazione della puntata di Mission a Yambio, Sud Sudan. Gli esperti di marketing dei due VIP scelscero l’argomento ebola, sicuri di attrarre l’attenzione del pubblico, giocando sul sentimento irrazionale del Continente Nero, dove ogni sorta di minaccia mondiale sembra prendere origine.

Sarebbe stato più utile che i giornali italiani che hanno pubblicato l’allarme peste in Madagascar avessero fornito all’opinione pubblica altre informazioni più sane e sensate come l’attuale tentativo della popolazione di trovare una via d’uscita democratica al ciclo di instabilità e colpi di stato del paese, tramite il secondo turno delle elezioni presidenziali tenutosi un giorno fa.

L’allarme peste di certo non rende un buon servizio al Madagascar e al suo processo democratico in corso. Ma in ultima analisi si tratta di negri, selvaggi, pieni di malattie e pronti a scannarsi tra loro. Proprio quello che affermavano i portatori della civiltà del 1800.

Fulvio Beltrami

Kigali Rwanda

Advertisements

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...