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Kinshasa, 30 dicembre 2013. Alle prime ore dell’alba persone armate non identificate hanno attaccato simultaneamente il Quartiere Generale dell’esercito congolese presso il campo di Thsatshi nel quartiere di Ngaliema, l’aeroporto internazionale di N’djili e la Radiotelevisione naz ionale (RTNC) che si trova nel centro della capitale congolese.

Polizia e Guardia Presidenziale sono stati mobilitati coordinati da esperti militari francesi presenti nella capitale Kinshasa secondo le testimonianze oculari raggiunte telefonicamente.

Alle 11.30 (ore locali) il Portaparola del Governo Lambert Mende é comparso alla televisione per assicurare la popolaz ione che la situazione é sotto controllo e l’esercito starebbe compiendo le ultime operazioni di “pulizia” dei terroristi.

Dubbi gravano sul luogo di trasmissione del messaggio di Lambert Mende. Alcuni testimoni affermano che il messaggio non é stato trasmesso presso gli studi della RTNC dove giovani armati di machete e armi automatiche si sono asserragliati, interrompendo le trasmissioni e prendendo in ostaggio vari giornalisti congolesi. Il messaggio alla nazione di Mende sarebbe stato trasmesso a partire dagli studi regionali dell’antenna provinciale RTNC2.

L’informaz ione sembra indirettamente confermata dal portaparola della Polizia Nazionale Mwana Mputu: “All’interno della RTNC ci sono diversi uomini armati di machete e armi automatiche. Hanno preso vari ostaggi. Un’operazione militare per annientarli é in corso”.

Secondo alcune testimonianze sia l’aeroporto che il Quartiere Generale dell’esercito sono da qualche ora ritornati sotto il controllo delle forze governative dopo brevi ma intensi combattimenti.

Il colpo di stato sembra fallito. 24 uomini armati sono stati catturati e 7 uccisi. Comunque la popolazione terrorizzata rimane chiusa nelle loro abitazioni. I reparti che hanno affrontato i ribelli sono principalmente quelli della Guardia

Presidenziale. La maggioranza dei reparti normali dell’esercito, compreso il nostro, hanno ricevuto l’ordine di restare nelle caserme. Forse il Presidente temeva una ribellione all’interno dell’esercito. Posso comunque assicurare che non sono a conoscenza di un complotto di alti ufficiali contro il Presidente. Il colpo di stato, male organizzato, sembra essere stato attuato da elementi esterni dalle Forze Armate”, afferma un Tenente Colonnello dell’esercito regolare sotto protez ione di anonimato.

La metodologia di attuazione sembra confermare i sospetti del Tenente Colonnello intervistato telefonicamente. Non giungono notizie di ribellioni all’interno di esercito e polizia. Nessun comunicato radio televisivo é stato trasmesso dai golpisti durante l’occupazione degli studi di RTNC.

Esperti regionali tendono ad escludere che il colpo di stato sia stato organizzato da gruppi ribelli conosciuti o da paesi vicini ostili quali Rwanda e Uganda.

Il parere degli esperti sarebbe confermato dalle prime inchieste ed interrogatori dei ribelli catturati. L’autore di questo improvvisato colpo di stato sarebbe il Pastore Paul- Joseph Mukingubila, candiato alle ultime elezioni presidenziali del novembre 2011. Il Pastore Mukingubila, noto oppositore politico del Presidente Jospeh Kabila, originario di Lumumbashi si é auto proclamato Presidente dell’Africa. Onnipresente su interenet e su diversi network sociali, Mukingubila avrebbe dichiarato che il colpo di stato aveva l’obiettivo di liberare il Congo dal dominio Ruandese, riprendendo una teoria del complotto molto popolare a Kinshasa che individua il Presidente Kabila come un agente segreto del Rwanda. L’ultima sua lettera aperta alla naz ione del 5 dicembre sembra essere stata il preambolo di questo folle gesto anticostituz ionale. Nella lettera invitato il popolo congolese a confidare il destino della Nazione nella mani dei profeti di Dio.

A Kinshasa vi sono 23 famiglie italiane bloccate da un mese e mez z o dalle autorità congolesi a causa della decisione di annullare le adozioni di bambini congolesi precedentemente autoriz z ate dalle stesse autorità governative.

Presi dal panico da una situazione pericolosa a loro aliena vari genitori italiani hanno richiesto alla Farnesina di essere evacuati assieme ai propri figli adottivi. Richiesta rifiutata dal Ministero degli Affari Esteri Italiano per non compromettere gli sforzi diplomatici tra i due paesi effettuati durante la recente visita della delegaz ione italiana inviata dal Presidente del Consiglio Enrico Letta.

L’Unità di crisi della Farnesina ha dato istruzioni alle 23 famiglie come a tutti i residenti italiani a Kinshasa di non lasciare i loro alloggi. L’Ambasciata Italiana presso la capitale africana ha instaurato una unità di crisi per monitorare in tempo reale l’evolversi della situaz ione.

La comprensibile richiesta delle 23 famiglie italiane, fatta sotto pressioni psicologiche e sensazioni di pericolo reale, si basava su un decreto ministeriale che autorizza il Ministero degli Affari Esteri Italiano ad emettere passaporti diplomatici temporanei per i cittadini italiani in situazione di emergenza all’estero.

Se la richiesta fosse stata accolta il Ministero degli Affari Esteri avrebbe messo in pericolo l’incolumità delle famiglie italiane e dei loro bambini adottivi che sarebbero stati bloccati da polizia ed esercito congolesi in una situazione di pieno caos, esponendoli a ogni sorta di rischi visto la rinomata fama di corruzione, violenza e mancanza del rispetto dei diritti umani che le forz e dell’ordine congolesi tristemente godono.

L’emissione di passaporti diplomatici temporanei sarebbe stato interpretato dalle autorità della Repubblica Democratica del Congo come un tentativo di risolvere illegalmente la crisi diplomatica in atto, facendo espatriare i bambini, purtroppo oggetto del contenzioso tra i due Stati, approfittando della situazione di insicurezza nazionale. del Congo. Questo avrebbe compromesso ogni possibilità di risolvere la crisi a favore delle famiglie italiane e dei loro bambini congolesi.

Come genitore sono totalmente solidale al dramma che stanno vivendo i genitori adottivi italiani. Nessuno ce l’ha con loro ma sono stati vittime di un problema più esteso. Troppe coppie di occidentali sono venute in questi anni nel Congo ad adottare dei bambini approfittando della debolezza delle leggi e della facilità nel corrompere le autorità. Non credo sia stato il caso di questi italiani ma molti belgi, tedeschi e americani lo hanno fatto nel passato. Sono personalmente contrario alle adozioni internazionali. Meglio sarebbe avere figli naturali da matrimoni misti”, commenta un giornalista del quotidiano Le Potentielle.

La situazione rimane precaria. Anche se il tentativo di colpo di stato sembra essere stato sventato il Governo della  Repubblica Democratica del Congo e il Presidente Joseph Kabila dimostrano di non avere il controllo del paese nonostante la recente vittoria all’est del paese contro la ribellione Banyarwanda del Movimento 23 Marzo.

Il Presidente Joseph Kabila non ha ancora pronunciato discorsi ufficiali alla Nazione trincerandosi nel ormai noto silenzio come suo costume durante tutte le piú drammatiche crisi del paese.

 

Fulvio Beltrami

Kigali, Rwanda.

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