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Sex Shop Tunisia

Un fenomeno assai strano sta accanendo in Tunisia, decine di sexy shop improvvisati vengono aperti di fronte alle moschee delle principali cittá.

I sexy shop offrono pillole e lozioni per aumentare le prestazione sessuali e creme per allungare il pene. I negozi sono frequentati da una clientela esclusivamente maschile.  Il picco delle frequenze viene registrato dopo le preghiere serali e la preghiera del Venerdí.

La maggioranza di questi prodotti sono a base di carne di toro e di serpente. I commercianti rassicurano i loro clienti che sono state rispettate le regole Halal previste dal Corano per preparare il cibo in modo accettabile per la legge islamica.

Di diversa opinione il Ministero della Sanitá. I prodotti miracolosi potrebbero creare seri danni alla salute.

Nonostante questi dubbi il Ministero della Sanitá sembra essere impotente. “Stiamo prevedendo dei controlli. Purtroppo il numero di commercianti ambulanti é troppo elevato per assicurare un accurato monitoraggio. Inoltre lo Stato ha altre prioritá”, afferma ai media tunisini un dirigente del Ministero.

A due anni e mezzo dalla rivoluzione la situazione politica in Tunisa é preoccupante. Il Presidente Zine El Abidine Ben Ali e il partito islamista Ennahda stanno imboccando la strada del conservatorismo islamico, compiendo vari omici politici tra i quali due tra i piú importanti esponenti dell’opposizione Chokri Belaid leader del Fronte Popolare (un partito di sinistra) e Mohamed Brahmi, fondatore di un partio laico.  Il paese é sconvolto dalla crisi economica, manifestazioni popolari e violenze degli estremisti islamici che tentano di includere la sharia nell’ordinamento statale. La situazione tunisina é comparabile con quella dell’Egitto.

Le autoritá municipali di Tunisi e di altre cittá hanno tentato di far chiudere i sexy shop senza ottenere risultati. I prodotti offerti sono troppo popolari e tra i clienti si riscontrano vari leader politici compresi quelli del partito islamnico al potere Ennahdha.

La maggior parte di questi rimedi provengono dall’Afganistan e sono venduti tra i 35 e gli 80 dinari (15 e 35 euro). I sexy shop assicurano un profitto mensile tra i 1.050 e i 2.400 dinari (464 e 1.060 euro) una vera e propria fortuna visto che il salario medio in Tunisia é di 125 Euro.

Fino ad ora le autoritá religiose non si sono pronunciate contro i sexy shop davanti alle Moschee nonostante che le regole Halal includono anche i comportamenti e le condotte approprite per un buon mussulmano. Anche gli estemisti islamici sembrano non avere obiezioni in merito.

Fulvio Beltrami

Kigali, Rwanda.

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