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Karegeya-Patrick

Riproduciamo di seguito l’ultima intervista rilasciata dall’oppositore ruandese Colonnello Patrick Karegeya, un mese prima del suo assasinio, avvenuto il Primo Gennaio 2014 presso una stanza del Hotel Michelangelo a Johannesburg Sud Africa.

L’intervista é stata rilasciata al settimanale cattolico ugandese The Observer.

Prima di addentrarci nelle vicende Ruandese, potrebbe spiegarci il suo ruolo nella ribellione del National Revolutionary Army?

Sono nato a Mbarara, Uganda da una famiglia di rifugiati. Non mi ricordo quante scuole elementari ho cambiato in Uganda. Finalmente ho acquisito la laurea in Legge presso l’Università di Makerere. Era un periodo di fermento politico quindi dopo gli studi universitari mi feci reclutare dal National Revolutionary Army del Presidente Yoweri Museveni. Fui arrestato dal regime di Milton Obote nel giugno 1982 e accusato di tradimento.

Ho speso tre anni nella prigione di Luzira. Liberato ho raggiunto la guerriglia di Museveni a Luweero ed ho lottato al suo fianco fino a quanto l’Uganda non é stata liberata.

Essendo nel NRA come ha iniziato a pianificare la lotta per la liberazione del Rwanda?

É vero che quando cominciai a pianificare la liberazione del Rwanda era un ufficiale dell’esercito rivoluzionario ugandese. Vari meeting sono stati fatti nella mia residenza privata a Muyenga, Kampala. Il Presidente Paul Kagame e Fred Rwigyema (detto Comandante Freddy) hanno partecipato a questi meeting assieme ad altre persone che attualmente sono ai vertici dell’esercito e del Governo ruandesi.

All’epoca ero luogotenente nei servizi segreti dell’esercito ugandese. Servivo come Assistente al Direttore del contro spionaggio presso il Direttorato dei Servizi Segreti Militari. Coordinato le attività di spionaggio riguardanti la decisione di invadere il Rwanda. Il mio network di spie era sparpagliato in tutto l’Africa e in Occidente.

Il mio collega, Paul Kagame, andò negli Stati Uniti per degli studi militari. Al suo ritorno fu informato del piano di invasione del Rwanda. Ci supportò immediatamente e fu molto cooperativo.

Quale é stato il suo più grande successo nella sua carriera di spia, specialmente riguardante la lotta di liberazione del Rwanda?

Coordinare i servizi di intelligence durante una guerra é veramente complicato, sopratutto in un scenario in cui gli autori del Genocidio erano diventati ribelli nel vicino Zaire-Congo. Il nuovo Governo  non aveva ancora le strutture e i mezzi necessari per disporre di servizi segreti strutturati.

Nonostante le difficoltà riuscì a coordinare il ritorno dallo Zaire di migliaia di Ruandesi che erano stati costretti a divenire rifugiati nel 1994 dalle ex esercito di Habyariamana (Forces Armees du Rwanda) e dalle milizie Interahamwe. Le infiltrazioni dei ribelli genocidari ci crearono molti problemi. Era una formidabile sfida prevenire queste infiltrazioni e i massacri che compivano i ribelli nei villaggi, ma ci siamo riuscisti.

Lei ha affermato che vi era un’ottima collaborazione con Museveni ma che ruolo lei ha giocato durante la battaglia di Kisangani quando i due eserciti, quello ugandese e ruandese si sono scontrati nel 2000 e successivamente nel 2002?

Coordinavo i servizi segreti ruandesi durante la guerra in Congo ma la situazione era più complicata di quanto si crede.

Combattere un nemico che conosci ed ti ha precedentemente aiutato a prendere il potere come l’esercito ugandese (UPDF) é stato un trauma ma fu inevitabile.

Il Presidente Paul Kagame accusa che lei é l’organizzatore degli attacchi terroristici avvenuti in questi ultimi anni a Kigali. Cosa ha da dichiarare in merito?

Sono sinceramente dispiaciuto di queste accusa. Prima di tutto, il terrorismo é semplicemente un mezzo politico usato dai dittatori per assassinare tutti i loro oppositori che possono influenzare la Comunità Internazionale. Questo terrore é scoppiato tra le mani di Kagame perché ha creato troppe divisioni all’interno dell’esercito.

Ci sono state varie speculazioni riguardanti presunti problemi tra me e il Capo dello Stato Maggiore, il Generale James Kabarere, ma nessuna veritiera. C’era sempre Kagame dietro a queste notizie fabbricate come alle accuse a me rivolte di insubordinazione e diserzione. Ricordo che dopo il mio arresto alti ufficiali chiamarono Kagame per chiedergli se veramente dovevano trattenermi ed imprigionarmi. Questo dimostra che neanche gli alti ufficiali dell’esercito erano sicuri delle accuse mosse contro di me.

Per tutto il periodo della mia prigionia sono rimasto in carica presso i servizi segreti nonostante che fossi incarcerato in una cella di isolamento. Non mi permettevano di ricevere nemmeno le visite dei miei familiari. Mi infliggevano delle torture psicologiche contrarie ai diritti umani. Tutti ordini direttamente provenienti da Kagame. Questi sono i suoi strumenti per azzittire i suoi oppositori. Da qualche tempo ho smesso di controbattere alle continue accuse di Kagame contro di me comprendendo che sarebbe solo una perdita di tempo.

Ho combattuto per liberare il Rwanda affinché i ruandesi potessero assaporare la pace e la libertà non per donargli un’altra dittatura. Kagame é un dittatore che sembra imbattibile eppure raggiungerà ben presto il punto di rottura e il giorno della sua caduta.

Sembra che nessuno venga a salvare i Ruandesi dall’attuale dittatura di Kagame. Quindi il popolo deve prendere il destino nelle proprie mani e dire: siamo stanchi, te ne devi andare.

Ovviamente. Ci saranno dei morti durante la rivoluzione ma chi morirá avrà dato la sua vita per una causa giusto. Io sono pronto a supportare i ruandesi che vogliono combattere la dittatura di Paul Kagame.

Come se la spiega la misteriosa morte del Colonnello Rezinde nel 1996 e del ex Ministro della Sicurezza Nazionale Seth Sendoshonga nel maggio 1998, entrambi assassinati dai servizi segreti mentre lei era il Direttore dell’Inelligence?

Non sono solo il Colonnello Rezinde e il Ministro Sendashonga che sono morti in circostanze misteriose. Molte persone, specialmente politici, sono morte allo stesso modo. Io non ero a conoscenza di questi omicidi nonostante che fossi al comando dei servizi segreti. Tutto era coordinato e deciso da Kagame.

I familiari che avevano perduto i loro cari in circostanze misteriose hanno il diritto di conoscere la verità e porre domande a Kagame. Quando arriverà il momento che tenteranno di assassinarmi sappiano che sono preparato.

Il Procuratore Generale della Corte Suprema del Ruanda ha scritto al Governo Sudafricano affermando che i servizi segreti e la Corte ruandesi sono in possesso di prove inconfutabili che le e il Generale Nyamwasa siete dietro agli attacchi terroristi di Kigali e state preparando un colpo di stato per rovesciare un governo legittimo. Lei é pronto per una eventuale estradizione?

Tutte queste accuse sono prefabbricate e prive di fondamenta. Affermano che abbiamo organizzato gli attentati di Kigali ma non é vero. Inoltre il Rwanda non ha trattati di estradizione con il Sud Africa. Io e il Generale Nyamwasa siamo regolarmente in Sud Africa.

Siamo entrambi avvocati e siamo protetti dall’asilo politico concesso dal Governo Sudafricano. Abbiamo prevenuto il Governo Ruandese di intraprendere azioni legali nei nostri confronti ma non abbiamo ricevuto nessuna risposta.

Non chiederemo di essere rappresentati in corte qualora decidessero di processarci in contumacia poiché tutta la vicenda é politicamente motivate. Non ci sono evidenze che collegano le nostre persone alle bombe in Kigali.

Lei si sente sicuro in Sud Africa dopo i recenti tentativi di assassinare il Generale Nyamwasa?

Godiamo di asilo politico e rimarremo in Sud Africa. Se Kagame fosse rimasto negli Stati Uniti durante la guerra di liberazione e dopo il Rwanda oggi sarebbe migliore.

Lei é fuggito dal Rwanda nel novembre 2007 in modo drammatico. Temeva per la sua sicurezza? Come ci e’  riuscito?

Come sono riuscito a sfuggire dalle grinfie dell’apparato di sicurezza ruandese rimane un mio segreto. Se rivelo i dettagli posso precludere la possibilità per altre persone di poter scappare dal regime oppressivo di Kagame.

Conosco molte persone in Rwanda che al momento non intendono scappare come ho fatto ma quando saranno costrette io le aiuterò.

 

Nota del autore: per meglio comprendere chi era Patrick Karegeya, leggete l’articolo pubblicato su L’Indro il 08 gennaio 2014: Rwanda. Ucciso Patrick Karegeya.

http://www.lindro.it/politica/2014-01-08/114120-rwanda-ucciso-patrick-karegeya

 
Fulvio Beltrami

Kigali Rwanda

 

 

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