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A seguito della pubblicazione dell’articolo pubblicato su African Voices:  Rwanda Emergenza Terrorismo (http://africanvoicess.wordpress.com/2014/05/10/rwanda-emergenza-terrorismo/) sono stato soggetto a decine di virulenti attacchi provenienti da nazionalisti congolesi e esponenti del cattolicesimo italiano. In generale mi si accusa di promuovere la propaganda del Governo del Rwanda attraverso bugie e menzogne e di contribuire alla destabilizzazione del Congo. Il blog italiano di indirizzo cattolico Albe Rwandesi addirittura non ha trovato di meglio di iniziare una campagna di diffamazione contro il sottoscritto composta da due articoli il primo pubblicato il 24 aprile L’Indro: accuse alla “Chiesa Cattolica in margine ai recenti arresti” (http://alberwandesi.blogspot.com/2014/04/lindro-accuse-alla-chiesa-cattolica-in.html) e il secondo il 11 maggio “Errare humanum est perserverare…” (http://alberwandesi.blogspot.com/2014/05/errare-humanum-est-perserverare.html_ ). La perseveranza di questi attacchi mi hanno costretto ad avvertire la direzione del blog di una possibile denuncia per diffamazione se non avessero cessato queste volgari attività che compromettono il mio lavoro di corretta e puntale informazione oltre al pane che porto alla mia famiglia.

Per persone non addentro alla spaventose dinamiche della Regione dei Grandi Laghi, questi attacchi potrebbero essere inspiegabili. Al contrario rispondono ad una logica perversa che dura dagli anni novanta. Una logica in cui l’etnia tutsi è considerata la madre di tutti i mali e quindi da sterminare.

Una logica che induce dei cattolici italiani, spesso con sporadici contatti con la realtà ruandese se non attraverso “esiliati” e preti fuggiti per i crimini commessi nel 1994, a supportare e promuovere in modo subdolo o diretto la propaganda razziale Nazista di supremazia razziale HUTUPOWER. Una ideologia che Albe Rwandesi promuove attivamente attraverso la pubblicazione di articoli revisionisti come quelli di Serge Dupuis (http://alberwandesi.blogspot.com/2014/04/la-lettura-revisionista-di-un.html).

Un logica che spinge parte dei cittadini congolesi ad addossare tutte le colpe dell’attuale situazione del loro paese esclusivamente al Rwanda, al Governo Ruandese e a tutti i tutsi, cascando in pieno nella trappola tesa dal loro Presidente Joseph Kabila che sta saccheggiando il Congo. Ricordiamoci che il Congo nel 2001 ha inaugurato la prima DINASTIA PRESIDENZIALE nella storia del Continente. Il Presidente ugandese Yoweri Museveni, che vorrebbe fare altrettanto, sta riscontrando forti difficoltà nel realizzare il piano. In Congo è stata sufficiente una nomina di palazzo…

Il Governo Ruandese ha precise responsabilità nelle due guerre Pan Africane combattute in Congo come l’appoggio al movimento ribelle Banyarwanda conosciuto come M23. Eppure non lo si può certamente condannare se cerca in tutti i modi di evitare un secondo genocidio, avendo nel vicino paese un Governo che collabora apertamente con un gruppo terroristico internazionale, le FDLR che intendono invadere il Rwanda e terminare l’annientamento dei “scarafaggi”.

Nel mio lavoro di giornalista cerco di fornire informazioni puntuali ed imparziali anche se scomode. Se un giornalista ruandese di una radio cattolica si associa alle FDLR per assassinare il Presidente Paul Kagame, come giornalista devo riportare la notizia anche se non gradita ad un certa percentuale di cattolici italiani ancorati a logiche ideologiche che spero sia in netta minoranza.

Doveroso osservare che nessun giornalista è veramente imparziale, il sottoscritto compreso. Io ho le mie simpatie politiche che sono: i popoli congolese e ruandese vittime di questo delirio che dura da venti anni. Ho le mie antipatie verso Presidenti cleptomani burattini delle potenze occidentali. Questo è una verità innegabile e indelebile.

Nonostante ciò l’informazione da me proposta si basa su dati di fatto, testimonianze oculari e dirette, vivendo nella regione.

I detrattori del Beltrami non stanno intentando una crociata contro il sottoscritto, ma una crociata più estesa fatta di odio etnico e sentimenti di morte. Una crociata che porta a scagliarsi contro chiunque cerchi di offrire una realtà che non sia imbevuta di ideologia. Non esistono santi o diavoli. Ognuno ha i suoi torti che sia Joseph Kabila o Paul Kagame. L’orrore è che le conseguenze le pagano i due popoli, la gente comune come me e voi! E normalmente nei Grandi Laghi il pagamento avviene con il sangue degli innocenti!

Un consiglio mi sento umilmente di dare a questi fanatici irriducibili che hanno fatto dell’odio contro i tutsi, la loro unica ragione di vita.

Al posto di promuovere odio etnico e veleni primordiali, promuovete una cultura di pace e l’integrazione multi razziale dei due popoli: quello congolese e quello ruandese attraverso la necessaria integrazione sociale, culturale, economica e politica. Le vostre energie saranno meglio spese a beneficio di tutti. Se per ottenere questo occorrerà cambiamenti di regime ai danni di Joseph Kabila o Paul Kagame, penso che questo sia un giusto prezzo da pagare a condizione che venga attuato solo tramite vie democratiche. Ai confratelli congolesi della diaspora in Europa consiglio di impegnarsi a fondo per un cambiamento democratico del loro paese prima che si giunga alla sbagliata conclusione che l’unica soluzione per rendere normale il Congo sia attuare il processo di balcanizzazione del paese.

Questo mio intervento non è teso ad impedire critiche sul mio operato, necessarie per ogni giornalista al fine di maturare e migliorare l’informazione proposta al pubblico. È teso a fermare questi attacchi di diffamazione che, nella realtá dei Grandi Laghi, possono facilmente trasformarsi in un problema di sicurezza personale, in quanto i fantatici del HutuPower storicamente non hanno mai esistato ad eliminare fisicamente giornalisti a loro avversi.

Fulvio Beltrami

Kampala Uganda.

 

 

 

 

 

 

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